IL FATTO

Teramo, ‘spy pen’ per i poliziotti: «così gli agenti si difendono da accuse infamanti»

Il sindacato distribuisce 100 microcamere ai propri uomini

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Teramo, ‘spy pen’ per i poliziotti: «così gli agenti si difendono da accuse infamanti»


TERAMO. Ai poliziotti iscritti al Sap (sindacato autonomo di Polizia) in servizio presso la Questura di Teramo, il commissariato di Atri, la Polizia Stradale e Ferroviaria, sono state distribuite oltre 100 spy pen, supporti in grado di riprendere in formato digitale audio-video le attività.
La ‘penna spia’ riprenderà dunque l’attività svolta dagli agenti e permetterà di documentare con precisione il lavoro svolto, «qualora necessario», spiega il sindacato, «per difendersi da infamanti accuse, impedendo che la verità dei fatti venga sovvertita, come spesso accade, da parte di chi delinque, con il tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità».

Una tutela che secondo il sindacato sarebbe divenuta indispensabile: «con questi ausili», spiega il segretario provinciale Emilio Rajola, «sarà garantita materialmente la verità dei fatti a chi dovrà giudicare. Riteniamo che i cittadini onesti non abbiano nulla da temere dall’introduzione di questi supporti, mentre i delinquenti saranno sconfessati in sede processuale grazie alle riprese audio e video dei fatti occorsi».
Una recentissima sentenza della Corte di Giustizia europea, relativa alle telecamere in uso nelle abitazioni private, ha messo sul piatto della bilancia l’interesse alla riservatezza con il fondamentale diritto alla tutela dei propri beni e soprattutto della propria incolumità.
Secondo i giudici europei della quarta sezione, il trattamento di dati personali come l’immagine ripresa dall’occhio elettronico può essere realizzato senza il consenso dell’interessato purché chi ha installato l’apparecchio abbia un interesse legittimo alla protezione dei beni, della salute e della vita propria e dei familiari.
La sentenza nella causa C-212/13 rileva che in virtù delle norme comunitarie la videosorveglianza che si estende allo spazio pubblico è diretta al di fuori della sfera privata della persona che tratta i dati e non può essere considerata «un’attività esclusivamente personale o domestica».

Quindi le telecamere, a determinate condizioni, possono essere utilizzate anche senza il consenso dell’interessato che è stato ripreso.
«Una sentenza importante anche per le Spy Pen targate SAP 2.0», sottolinea Rajola, «alla faccia di chi ha strumentalizzato la nostra iniziativa e soprattutto vuol danneggiare i colleghi. Questa iniziativa affianca tutte le attività del SAP in corso sia a livello nazionale che locale, ci preme ricordare la battaglia contro la chiusura della Sezione di Polizia Postale di Teramo ed il Posto di Polizia Ferroviaria di Giulianova, decisioni assurde che speriamo di scongiurare, frutto di un’analisi fatta da chi sicuramente è avulso da queste realtà territoriali periferiche e che neanche tiene conto dei dati statistici che rilevano un’impennata dei reati predatori nella nostra Provincia. Il blocco delle assunzioni», continua Rajola, «la mancanza di fondi e di risorse umane, e soprattutto i tagli sconsiderati operati nei confronti del settore sicurezza in questi anni, la mancata unificazione delle forze di polizia, dimostrano una politica sicuramente miope nella gestione di un aspetto fondamentale per la collettività, mentre di contro la preoccupazione di alcuni è quella di marchiare i poliziotti con numeri seriali, forse per fornire maggiori strumenti al partito dell’antipolizia. Uno stato civile e progredito ha il dovere di assicurare il rispetto delle leggi e tutelare i propri cittadini».