DIPENDENTI DALLE PROVINCE

Legge Stabilità, dipendenti Provincia L’Aquila occupano l’Ente

Cgil, «tagli sono un fallimento della riforma della Pa»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1526

Legge Stabilità, dipendenti Provincia L’Aquila occupano l’Ente

L'AQUILA. Circa 50 dipendenti della Provincia dell'Aquila a rischio taglio hanno occupato venerdì il primo piano della sede dell'ente in via Monte Cagno, nella periferia Ovest del capoluogo.
Il giorno prima erano stati i colleghi Teramani ad occupare pacificamente l’aula del Consiglio
Annunciata, inoltre, un'occupazione per martedì prossimo del Consiglio regionale. La rivolta è contro le nuove norme contenute nella legge di stabilità che sta approdando al Senato e che in Abruzzo mettono a rischio complessivamente 725 posti di lavoro, 263 dei quali all'Aquila, 160 a Teramo, 152 a Chieti e 150 a Pescara.
«Siamo in preda a un delirio istituzionale - afferma la sindacalista Cgil Rita Innocenzi, presente alla manifestazione - Il taglio delle Province è un fallimento della riforma della pubblica amministrazione. Le Province sono anche a rischio di dissesto finanziario, bisogna aprire subito un tavolo della concertazione per garantire i dipendenti e la continuità dei servizi».

Il governo ha intenzione, già a partire dal 2015, di ottenere un risparmio di un miliardo di euro imponendo alle 86 Province italiane il dimezzamento del loro attuale personale, da 31.446 dipendenti attuali a 19.339, con un taglio di 20 mila posti.
Nel dettaglio la Provincia dell'Aquila dovrà tagliare 263 lavoratori, con risparmio di 10,2 milioni. «Se l'idea del governo è che gli enti con meno compiti debbano avere meno spese - ha denunciato nei giorni scorsi il presidente, Antonio Del Corvo - vengano da Roma a vedere se, quei pochi compiti sono tali da cambiare la vita alle persone».
Intanto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio rassicura: «nessuno rimarrà per strada». Anche il ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, dichiara che «nessun dipendente delle Province perderà il posto di lavoro né tantomeno si vedrà ridotta la retribuzione».
E’ in agenda un incontro tra governo e sindacati per martedì 23 dicembre. 

«Dipendenti province abbiate fiducia martedì ore 13 incontriamo con Lanzetta Cgil, Cisl e Uil per spiegare il percorso», avvisa Madia in un tweet. A ridosso del Natale è dunque dilagata la protesta delle province contro la legge di Stabilità.
Preoccupano i tagli alle risorse (1 miliardo nel 2015 che arriverà a 3 nel 2017) e la sorte di circa 20.000 lavoratori considerati in esubero e oltre 2.000 precari. Ma il governo dovrebbe la prossima settimana indicare la via che verrà seguita per il loro ricollocamento. Il malcontento è cresciuto in queste settimane e, come già avvenuto nei giorni scorsi, si è tradotto anche oggi in occupazioni di sale consiliari e cortei. I sindacati hanno annunciato lotta a oltranza, ma dal Governo sono arrivate parole di rassicurazione.

«Il personale delle Province non rimarrà per strada ma verrà assorbito tramite blocco di tutte le assunzioni in tutte le amministrazioni dello Stato e affini» ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, sottolineando che nel maxiemendamento alla legge di stabilità ci sarà un «elemento di certezza e non d'incertezza come qualcuno ha erroneamente sottolineato».
Intanto ieri oltre a L’Aquila anche a Firenze è proseguita l'occupazione di alcuni locali della Provincia da parte dei dipendenti che hanno minacciato di portare avanti, se necessario, l'iniziativa anche a Natale. Corteo nelle vie del centro a Pisa dove a rischio sarebbero 250 posti di lavoro: i lavoratori hanno appeso lungo l'Arno due striscioni contro il premier Renzi; nel primo, appeso sulla balaustra del Ponte di Mezzo, è stato scritto "Provincia licenziata, piena incontrollata" riferendosi alle attività dell'ente in materia di difesa del suolo. 

Occupazione anche nella sede della Provincia di Arezzo: i dipendenti dell'amministrazione, delle società e delle cooperative che si occupano di servizi afferenti alle competenze provinciali si sono radunati dapprima nella Sala dei Grandi della Provincia; poi sono scesi in piazza e hanno appeso sul palazzo della Provincia un drappo nero in segno di lutto. A Vicenza occupazione simbolica dell'aula del Consiglio provinciale di Palazzo Nievo.
La stessa cosa hanno fatto i dipendenti della Provincia di Imperia. Non solo: un migliaio di dipendenti delle quattro province liguri ha manifestato a Genova bloccando il traffico nel centro città. I manifestanti sono arrivati in Consiglio regionale, facendo sospendere i lavori dell'assemblea. Anche a Brindisi i dipendenti della Provincia hanno occupato i locali dell'ente.
«Chiediamo al Parlamento di evitare il peggio, alle Regioni di fare la loro parte» hanno chiesto i segretari generali di Fp-Cgil, Rossana Dettori, di Cisl-Fp, Giovanni Faverin e di Uil-Fpl, Giovanni Torluccio avvertendo che i tagli previsti «mettono a rischio il funzionamento dei servizi di area vasta, dalla sicurezza scolastica alla tutela ambientale, passando per la viabilità e le politiche attive sul lavoro».