STORIA SEGRETA

Stragi, i documenti segreti sulle stragi nere andranno nell’Archivio di Stato

50mila pagine consultabili da cittadini: da Piazza Fontana a Rapido 904

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Stragi, i documenti segreti sulle stragi nere andranno nell’Archivio di Stato

 
ROMA. Una stagione nera aperta il 12 dicembre 1969 con la bomba di Piazza Fontana (17 morti) e chiusa 15 anni dopo, il 23 dicembre 1984 con l'attentato al Rapido 904 Napoli-Milano (17 vittime). Tutte le carte dei servizi segreti sulle stragi saranno desecretate e versate all'Archivio centrale dello Stato. Si tratta di 1.500 documenti per complessive 50mila pagine che potranno dunque essere liberamente consultate dai cittadini.
Ad oggi è stato trasferito il 15% circa dei faldoni: l'attività di versamento proseguirà quindi gradualmente per concludersi entro il 2015.
Il complesso lavoro, che ha impegnato a lungo il Dis, è stato svolto in attuazione della direttiva emanata dal premier Matteo Renzi lo scorso 22 aprile, che ha disposto la consultabilità dei documenti conservati presso tutti i ministeri e gli organismi di intelligence relativi alle stragi di Piazza Fontana (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Piazza della Loggia (1974), Italicus (1974), Ustica (1980), Stazione di Bologna (1980), Rapido 904 (1984). Finora sono stati versati documenti relativi a cinque eventi: Piazza Fontana, Peteano, Piazza della Loggia, Italicus e Bologna.
Le carte degli 007 occuperanno ben 90 metri lineari di spazio dei 120 km di cui si compone l'Archivio dello Stato.
Non ci sono solo documenti relativi alle stragi ma anche ad altri eventi che hanno segnato quegli anni: dall'omicidio Calabresi al sequestro Cirillo, dall'uccisione di Pecorelli all'attentato al Papa. 

E', osserva il sottosegretario con delega all'intelligence, Marco Minniti, «la più imponente opera di declassifica mai realizzata nella storia della Repubblica», ma, avverte, «è errato ritenere che all'interno di tali documenti sarà possibile trovare la 'pistola fumante'. In tal caso, infatti, essa sarebbe già stata individuata dai magistrati che, nel corso degli anni, li hanno potuti visionare».
 Nelle carte non si troveranno documenti già coperti dal segreto di Stato. Per legge, infatti, il segreto di Stato non può riguardare informazioni relative ad atti terroristici, stragi e eventi di mafia.
Inoltre, come ricordato da Minniti, le Procure, negli anni, hanno indagato su ogni singolo evento e hanno già potuto accedere a quanto contenuto nei fascicoli che ora divengono pubblici, così come le Commissioni parlamentari di inchiesta che hanno, nel tempo, acquisito la documentazione dell'intelligence.
Nel materiale desecretato ci saranno tuttavia delle 'obliterazioni', degli omissis, che riguarderanno informazioni sensibili come i nominativi degli agenti dei servizi, esclusi i direttori e vice, i nominativi delle fonti fiduciarie o informazioni utili a identificarle; dati specifici riferiti ad incarichi e missioni dei dipendenti dei servizi; indirizzi delle sedi; riferimenti alle strutture organizzative e operative dei servizi; riferimenti a organismi informativi esteri; dati relativi alla riservatezza di terzi. Anche le altre amministrazioni dello Stato - ministeri, forze dell'ordine, ecc. - sono tenute a rispettare la direttiva Renzi ed a versare i loro documenti sulle stragi all'Archivio di Stato. Ma finora, a parte gli Esteri, i ministeri risultano in ritardo.
«Noi - sottolineano al Dis - ci siamo mossi subito, anche grazie alla particolare sensibilità del direttore Giampiero Massolo».