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Imu su terreni agricoli: «si posticipi pagamento a 2015»

Stessa richiesta in Parlamento anche dei 5 Stelle ma il Governo va avanti

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Imu su terreni agricoli: «si posticipi pagamento a 2015»

ABRUZZO. L'Anci chiede di posticipare il pagamento dell'Imu per i terreni agricoli montani al 2015.
Il Ministero delle Finanze nei giorni scorsi ha confermato che il versamento deve essere effettuato in un’unica rata entro il 16 dicembre nonostante il decreto non sia stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Intanto anche i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle hanno chiesto di bloccare «con estrema urgenza» il provvedimento, che ricade sulle spalle degli agricoltori, con importi (in molti casi) di alcune migliaia di euro, e che rischia di mettere in ginocchio un settore già in profonda crisi.
In Parlamento inoltre abbiamo proposto in più occasioni l'abolizione dell'Imu sui terreni agricoli, ma il governo non ne ha voluto sapere», fanno sapere Daniele Del Grosso, Gianluca Vacca, Andrea Colletti, Gianluca Castaldi, Enza Blundo.

«Così come abbiamo proposto molte volte, anche in legge di stabilità, di applicare l'Imu sulle piattaforme petrolifere, provvedimento sempre respinto dal governo. Grazie a Renzi e al Pd, quindi, gli agricoltori abruzzesi pagheranno l'IMU sui propri terreni, le società petrolifere no».
L'Associazione dei Comuni continua a proporre uno slittamento al 2015 sia per le criticità derivanti ai contribuenti, sia per le gravi ripercussioni sui Comuni interessati, dopo la scadenza dei termini per l'assestamento, senza considerare gli errori che si sono evidenziati nelle tabelle di riparto del taglio.
«L'Anci, sin dall'approvazione e poi conversione del dl 66, ha evidenziato le gravi criticità contenute nella norma che esentava dall'Imu i terreni montani, proponendo - si sottolinea - varie modifiche, nonché evidenziando i problemi nelle sedi istituzionali di confronto».
A questo scopo, ricorda, «sono state prodotte da Ifel note tecniche e si è formalmente posta la questione ai ministri competenti, da ultimo con lettera del 28 ottobre, in cui si evidenziava la preoccupazione posta dalla norma e si chiedeva il posticipo al 2015, in quanto la sua applicazione rischiava di provocare variazioni non governate delle risorse effettivamente disponibili per i Comuni considerati montani, oltre che disorientamento nei contribuenti tenuti al pagamento per fattispecie di cui ancora non si conosceva l'imponibilità. Si censurava inoltre il grave ritardo nell'adozione del decreto ministeriale, che oggi giunge in prossimità della scadenza del pagamento». «Stiamo parlando - evidenzia ancora l'associazione dei Comuni - di una decurtazione al Fondo di solidarietà di 350 milioni, che crea gravi difficoltà a quattromila Comuni montani, soprattutto piccoli, impossibilitati ad incassare per tempo le dovute compensazioni con il gettito Imu sui terreni agricoli montani».
La cifra è stata definita considerando una stima sui maggiori introiti che i Comuni dovrebbero incassare proprio a fronte della revisione delle esenzioni Imu. Ma è stata anche resa nota con grave ritardo, a ridosso della chiusura dell'anno, e basandosi su criteri per la determinazione delle stime quanto mai incerti.
La scelta dell'altimetria del centro abitato quale unico criterio di distinzione - viene segnalato - penalizza gravemente i territori montani di molti Comuni caratterizzati da rilevanti dislivelli. E come se non bastasse «i Comuni soggetti al Patto di stabilità sarebbero ulteriormente danneggiati dal rischio di non poter considerare a bilancio gli introiti derivanti dal pagamento dell'Imu 'per competenza', in quanto obbligati a verificarne l'effettivo incasso».
Quindi, conclude la nota dell'Anci «è del tutto inverosimile che il gettito venga pagato con la necessaria completezza alla scadenza del saldo Imu del prossimo 16 dicembre».