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Legge di Stabilità, accordo su un taglio di 1,5 mln sulla Sanità

Intesa a denti stretti tra Regioni e Governo

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Legge di Stabilità, accordo su un taglio di 1,5 mln sulla Sanità



ROMA. Si delinea l'intesa tra governo e Regioni sulla legge di stabilità.
Le prime tessere del mosaico, che nel complesso non tocca il saldo dei 4 miliardi di tagli, si sono composte nel corso di un lungo incontro tenutosi questa sera al Ministero per gli Affari Regionali. Soddisfatte, anche se a denti stretti, le Regioni, che hanno evidenziato lo sforzo fatto con il via libera al taglio da 1,5 miliardi sul Fondo per la salute.
 Ma, ha tenuto ad aggiungere il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, «abbiamo avanzato altre proposte come contropartita».
 Soddisfatta anche la ministra per le Regioni Maria Carmela Lanzetta, che ha parlato di «un buon passo avanti», anche se «si sta ancora lavorando e nulla è ancora definito».
 Gli sviluppi dell'accordo con il governo sulla base dei tagli imposti dalla legge di stabilità li ha svelati il leader dei governatori Chiamparino.
«Come Regioni abbiamo accettato un taglio da 1,5 miliardi sul Fondo per la Salute - ha spiegato al termine del confronto a Palazzo Cornaro - ma come contropartita abbiamo chiesto che qualche centinaio di milioni vada al trasporto pubblico locale, dove si rischia l'erogazione dei servizi e anche la perdita di posti di lavoro».
 Da parte del governo dovrebbe poi esserci il via libera all'erogazione di 1 miliardo, «che però come altra contropartita - ha aggiunto l'amministratore piemontese - abbiamo sollecitato l'aggiunta di altri 500 milioni per aiutare i tanti comuni colpiti recentemente dall'emergenza maltempo».
 Dalle Regioni, poi, «c'è la disponibilità a farsi carico degli addetti delle Province, apertura - ha osservato Chiamparino - che spero il governo non sottovaluti».
 In ogni caso, ha spiegato ancora, «una prima verifica sull'incontro di questa sera la faremo nel corso della Conferenza delle Regioni di domani mattina».
 Positivo il giudizio di Lanzetta sull'incontro: ha consentito «un buon passo avanti, ora naturalmente - ha spiegato - ascolteremo anche gli altri Ministeri e anche la Ragioneria generale dello Stato».

 Tuttavia, ha chiosato, «il via libera all'accordo con le Regioni verrà dato entro il 10 dicembre».
 Passo felpato per il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta: «non entro nel dettaglio perché serve un approfondimento», ha premesso al termine del confronto con i governatori.
«Ci stiamo sforzando di creare le condizioni migliori per condividere le migliori soluzioni».
 Ma i saldi dei tagli, 4 miliardi, «non si toccheranno - ha ribadito - e ora stiamo lavorando alla composizione delle singole voci».
 Sul Patto verticale, ha osservato il rappresentante di via XX Settembre, frenando in qualche modo la soddisfazione delle Regioni, «c'è la nostra piena disponibilità, allo stesso modo di altri capitoli, come la ricontrattazione dei mutui e la Sanità».
 In ogni caso, ha tenuto ad aggiungere, «la trattativa verrà chiusa entro il 10 dicembre, così avremo il tempo necessario per trasferire il tutto negli emendamenti che inseriremo quando la legge di stabilità verrà esaminata dalla Commissione Bilancio del Senato».