I DATI DEL MINISTERO

Giustizia civile: 33% dell’arretrato si concentra in 10 tribunali

In appello, il 51% pendenze è in 5 Corti

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Giustizia civile: 33% dell’arretrato si concentra in 10 tribunali




ROMA. Continua "l'operazione trasparenza" voluta dal ministro della giustizia Andrea Orlando «per migliorare la produttività degli uffici giudiziari portandola a livello dei tribunali che riescono a sviluppare le performance migliori», ossia a smaltire il maggior numero possibile di cause iscritte a ruolo da più di tre anni e che costituiscono lo zoccolo duro da abbattere per portare l'Italia a un tasso di efficienza europeo. Da oggi, sono infatti on-line sul sito del ministero e consultabili da chiunque, anche i dati sulla produttività dei 139 tribunali italiani e delle 29 Corti di appello, comprese le tre sedi distaccate di Sassari, Taranto e Bolzano.
Da quanto emerge - anche dalla 'Relazione sull'analisi delle pendenze e dell'anzianità di iscrizione delle cause civilì disponibile sempre on-line e condotta da Mario Barbuto, capo del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero - circa un terzo degli oltre tre milioni di cause arretrate che rappresentano il contenzioso vero e proprio, depurato da circa un milione e 300 mila procedimenti nei quali il giudice fa da garante ma non deve decidere, «è concentrato in soli dieci tribunali che non sono tutti tra i 'maggiori' uffici del Paese».
 Lo stesso discorso vale per l'arretrato accumulato nelle corti di appello, pari a circa quattrocentomila cause, delle quali circa il 50% si concentra in cinque sedi che, anche in questo caso, «non sono tutti i 'maggiori' uffici del Paese».
 Se è infatti scontato che a guidare la graduatoria dei tribunali con più faldoni arretrati siano i grandi palazzi di giustizia di metropoli come Roma, Napoli e Milano - tutti censite come sedi «molto grandi» - sorprende la presenza, nell'elenco, «di alcuni tribunali di medie dimensioni che evidenziano 'divergenze territoriali'»: sono i tribunali di Foggia, Bari, Salerno, Catania, Santa Maria Capua Vetere, Lecce e Palermo.
Il ministero - spiega ancora la relazione di Barbuto - sta cercando di «individuare le ragioni di tali anomalie: piante organiche, risorse materiali, tasso di scopertura del personale amministrativo, analisi dei flussi, altri fattori rilevabili in sede ministeriale; non ultima, la diversa tipologia della litigiosità civile nelle varie parti del Paese».
 Ed è opportuno, però, che anche i dirigenti di questi uffici di media dimensione «effettuino una indagine interna per capire se le anomalie dipendano da questioni molto specifiche e se le stesse siano rimuovibili».

Per quanto riguarda le ultime cifre, aggiornate allo scorso 31 dicembre, nella capitale pendono 144mila cause arretrate, il 16% delle quali (pari a 23mila) sono ultratriennali.
A Napoli l'arretrato è di 137mila cause, il 21% delle quali (28.812) pende da più di tre anni. A seguire, Foggia con 107mila pendenze delle quali ben il 63,5% è ultratriennale (68.464);
Bari con 83.497 cause in attesa di definizione delle quali il 42,7% (35.678) è in stand-by da oltre 36 mesi. Poi c'è Milano con 72.836 pendenze il 12,4% delle quali (9.028) è iscritta da più di tre anni. Segue Catania con 60.535 pendenze delle quali il 26,7% (pari a 16.165) ultratriennale.
Poi tocca a Salerno con 52.407 pendenze delle quali il 41,2% (21.569) giace da più di tre anni; a Santa Maria Capua Vetere le cause pendenti sono 51mila, il 30,4% delle quali (15.486) sono ultratriennali. A Lecce i fascicoli arretrati sono 44.961 e il 26,4% (11.885) giace da più di tre anni. Conclude la serie Palermo, fanalino di coda con 43.900 pendenze delle quali il 13% (5.692) ultratriennali.
I dati delle corti di appello pressate da cause non smaltite collocano ancora la capitale al primo posto, con circa 85mila pendenze delle quali quasi il 30% (25.576) risale a più di tre anni orsono.
Segue Napoli con 66.741 cause arretrate delle quali il 35,9% (23.973) è ultratriennale; poi Bari con 18.829 faldoni da trattare dei quali il 25% (4.712) risale ad almeno tre anni fa; e dopo Milano con 17.703 fascicoli da smaltire dei quali 2.471 (il 14%) è lì da più di tre anni. Infine, Bologna con 16.436 fascicoli pendenti dei quali quasi il 40% (6.473) è stagionato da oltre tre anni.