CHIESA

Vaticano. Anche l’arcivescovo di Chieti, Forte, sarà al prossimo Sinodo

Il papa ha nominato i prelati che presiederanno nel 2015 l’assemblea

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Bruno Forte

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CITTA' DEL VATICANO. Il Papa alla ricerca di un equilibrio tra le varie componenti della Chiesa nella formazione della squadra che guiderà il prossimo Sinodo sulla famiglia, quello "ordinario" del 2015 (4-25 ottobre), dal quale usciranno le proposte definitive su come adeguare la pastorale familiare ai mutamenti sociali.
Il Papa ieri ha nominato i quattro presidenti delegati per la prossima assemblea sinodale, aggiungendo ai tre del Sinodo straordinario sulla famiglia svoltosi lo scorso ottobre - il cardinale di Parigi André Vingt-Trois, quello di Manila Luis Antonio Tagle e quello di Aparecida (Brasile) Raymundo Damasceno Assis - anche il cardinale sudafricano Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban. 

Il Pontefice, nonostante le spaccature interne e le polemiche che hanno contrassegnato la precedente assemblea, ha anche confermato al loro posto il relatore generale, il cardinale ungherese Peter Erdo, arcivescovo di Esztergom-Budapest, e il segretario speciale, l'arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. Significativo è il fatto nel quartetto dei presidenti delegati entra un conservatore dichiarato come Napier, tra i più polemici nello scorso Sinodo sulle ventilate innovazioni in tema di accoglienza delle coppie gay. Recentemente il porporato sudafricano ha affermato su Twitter che l'Ebola è una sorta di punizione per la diffusione di coppie omosessuali.
 Ma significativo è anche la conferma sia di Erdo che di Forte, bersagliati dagli attacchi dei conservatori nella scorsa assemblea in particolare per la stesura del documento di metà lavori, la "Relatio post disceptationem", in cui erano evidenti le aperture in materia di comunione ai divorziati risposati o, appunto, di atteggiamento di misericordia da tenere verso le coppie omosessuali, che secondo alcuni membri del Sinodo non avrebbero rispecchiato il vero andamento degli interventi in aula.
Tanto che i punti specifici sono stati radicalmente riscritti nella conclusiva "Relatio Synodi", e nonostante questo non hanno nemmeno raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi. 

Tali temi restano un nervo scoperto per la Chiesa mondiale, e quest'anno di elaborazione in vista dell'assemblea ordinaria dell'ottobre 2015 servirà anche a trovare formule di mediazione per giungere a definire nuove modalità pastorali, auspicate dallo stesso papa Francesco. La conferma di Erdo e Forte rimane un attestato di fiducia da parte del Pontefice (una loro sostituzione, d'altra parte, sarebbe stato uno 'schiaffo' troppo evidente).
Intanto, in preparazione del Sinodo 2015, si redigono i cosiddetti "Lineamenta", costituiti dalla Relatio Synodi dello scorso ottobre, «accompagnata - ha spiegato un comunicato sul Consiglio svoltosi nei giorni scorsi - da una serie di punti che aiutino per la sua recezione e il suo approfondimento».
 Non un vero questionario, ha voluto specificare il segretario generale del Sinodo, card. Lorenzo Baldisseri, per evitare che si facciano similitudini con quello inviato alla base cattolica mondiale lo scorso anno. I Lineamenta verranno inviati alle Conferenze Episcopali all'inizio di dicembre, «cosicché le risposte possano pervenire in tempo utile per essere elaborate nell'Instrumentum Laboris prima dell'estate del 2015».