IL DOC SEGRETO

Elettrodotti in Abruzzo: decide Sorgi. Ecco la determina fantasma che spiana la strada a Terna

Una pianificazione effettuata dall’onnipresente “Re Sole” che ha deciso praticamente tutto

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Elettrodotti in Abruzzo: decide Sorgi. Ecco la determina fantasma che spiana la strada a Terna

Antonio Sorgi



ABRUZZO. Alla fine la tanto declamata trasparenza della Regione Abruzzo viene affidata alla consigliera di opposizione del M5s, Sara Marcozzi, che in poche ore è riuscita a trovare la delibera di Sorgi sull’elettrodotto, mai pubblicata e di fatto tenuta segreta per anni.
Un piccolo scandalo in un grande scandalo, di come negli ultimi anni ce ne sono stati tanti e che di solito prevedono opere di fatto imposte ai cittadini che ne sanno poco o nulla, mentre in pochi casi è stato accertato che c’è pure il pubblico ufficiale che ci si arricchisce (vedi vicenda Sorgi…)  
Oggi finalmente i comitati ambientalisti che si oppongono all’elettrodotto Villanova-Gissi hanno mostrato i documenti segreti e leggendoli si capisce anche perché.
E naturalmente di tutto quanto si scopre leggendo, non ci sono responsabili e nemmeno c’è voglia di capire come sia stato possibile che tutto ciò accadesse senza che nessuno se ne sia accorto prima. Come sempre.
La determina direttoriale “fantasma” è la 130/2008 a firma del Direttore Arch. Antonio Sorgi ed è il documento alla base di tutta la successiva programmazione relativa allo sviluppo degli elettrodotti in Abruzzo da parte di Terna. 

La segretezza è stata possibile anche perché la Regione Abruzzo non si è ancora dotata di un albo pretorio dove vengono pubblicate tutte le determine regionali. Adempimento che è in forte ritardo sugli obblighi stringenti della legge ormai di quasi tre anni fa.
I comitati –rappresentati in conferenza stampa da Augusto De Sanctis- hanno messo a confronto i criteri di localizzazione per gli elettrodotti decisi dalle Regione Marche (con Delibera di Giunta Regionale 689/2007!) con quelli decisi in maniera monocratica dal super-dirigente Sorgi.
I “cugini” marchigiani hanno escluso 27 tipologie di aree, l'Abruzzo solo 5 tra cui aeroporti, aree militari, porti e laghi...cioè aree già di fatto escluse.
Le Marche hanno di fatto vietato gli elettrodotti nelle aree residenziali a tessuto discontinuo e rado, nelle foreste, nelle aree A di valore paesaggistico e in tante altre categorie come le aree umide e i litorali, le aree a rischio frana ed inondazione, le riserve naturali, i parchi nazionali e anche le aree valutate come meritevoli di protezione ma non ancora istituite come aree protette.

TUTTI DISTRATTI COME SEMPRE: DECIDE SOLO SORGI (E TERNA)
«E' un vero e proprio scandalo, gli abruzzesi sono trattati come cittadini di serie Z sul tema degli elettrodotti», è stato ripetuto più volte questa mattina.
«Noi abruzzesi (o, sarebbe meglio dire, l'Arch. Sorgi che ha valutato per tutti)», ha detto De Sanctis, «abbiamo deciso di accettare questi grandi infrastrutture praticamente ovunque, addirittura teoricamente anche a Campo Imperatore nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Queste zone non sono escluse ma hanno solo un criterio di “repulsione”, un vincolo che in caso di necessità – di Terna - può essere superato. Questi criteri sono stati utilizzati nella pianificazione del Piano di Sviluppo di Terna e nella relativa Valutazione Ambientale Strategica al fine di individuare i corridoi disponibili per i nuovi elettrodotti, dal Villanova – Gissi al Gissi – Foggia fino ad arrivare al Teramo – Fano! Ricordiamo che quest'ultimo è stato recentemente bocciato in toto dalla regione Marche perché incompatibile con il proprio territorio».
Alla Determina Direttoriale sono allegati due verbali che ne costituiscono parte integrante.
In uno di questi la Regione stessa riconosce la necessità di approvare i criteri con Delibera di Giunta mentre qui, finora, è uscita con difficoltà e a 6 anni di distanza esclusivamente la Determina direttoriale di Sorgi. L'altro verbale contiene numerosissimi riferimenti alla necessità di «condividere» con enti locali e cittadini le scelte.
«A giudicare da quanto sta accadendo sul campo, con sacrosante iniziative spontanee di cittadini», hanno chiosato i comitati, «forse devono aver fatto gli incontri sulla Luna».

 In realtà i tavoli per l'individuazione del corridoio ottimale furono condotti da Terna con quella che si chiama "task force ambientale", totalmente interna alla Regione, con funzionari coordinati dall'onnipresente Sorgi.

IL SUPPORTO DI TERNA ALLA REGIONE

In un punto del verbale, inoltre, traspare tutta la collaborazione tra l’ente Regione e la società privata Terna la quale si offre di «fornire ai rappresentanti regionali tutto il supporto necessario per la produzione della documentazione tecnica da allegare alla proposta di delibera». Come dire che il controllato aiuta il controllore a controllare. Della delibera citata (e supposta indispensabile) tuttavia al momento non c’è traccia.

«Una materia così importante per le ripercussioni sul territorio veniva di fatto gestita in solitudine e poi auto-promossa con la determina 130/2008 dal super Direttore Sorgi», ha detto De Sanctis, «tra l'altro in tutti questi anni il CAST ha cercato di ottenere la cartografia delle fasce di fattibilità, documentazione che rimane tuttora “fantasma”»
«Ci chiediamo», hanno concluso i comitati, «se lo Statuto Regionale, che in realtà assegna al Consiglio regionale la potestà di pianificazione e programmazione, preveda la possibilità per un dirigente, seppur “super”, come l'Arch. Sorgi di pianificare tutto il territorio abruzzese e di decidere le sorti di decine di migliaia di cittadini e delle loro proprietà nonché dell'ambiente e del paesaggio. Riteniamo che il Consiglio Regionale e il Presidente della Regione debbano immediatamente annullare questo atto che a noi appare gravissimo».

«LA REGIONE DOVREBBE PROCEDERE ALL’ANNULLAMENTO»
«Non ci stupisce la determina di Sorgi emersa sull'elettrodotto. Si tratta dell'ennesima vicenda in cui emerge la delega della politica al super-direttore Sorgi e la mancanza di trasparenza che abbiamo sempre denunciato», commenta Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista). «Ancora una volta vien fuori una procedura illegittima quando l'opera è già in via di realizzazione e in questo caso i cittadini si ritrovano gli espropri sotto casa. La Regione dovrebbe immediatamente procedere all'annullamento per incompetenza e/o in autotutela della determina senza costringere i cittadini e i comitati a intraprendere la strada costosa della giustizia amministrativa».

+++ VERBALE 1

+++ VERBALE 2

Determina 130 2008 Sorgi