L'INCHIESTA

Elettrodotto Terna sequestrato ad Avellino: «falso in atto pubblico e deturpamento paesaggistico»

58 tralicci del tipo tronco-piramidale, di altezza variabile fino ai 33 metri

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Elettrodotto Terna sequestrato ad Avellino: «falso in atto pubblico e deturpamento paesaggistico»

AVELLINO. Il Corpo Forestale dello Stato di Avellino, su disposizione del Procuratore di Avellino Rosario Cantelmo, ha provveduto nella giornata di ieri al sequestro preventivo d’urgenza di un elettrodotto aereo a 150 KV della società Terna.
Sono state le proteste dei cittadini che si opponevano al progetto a far scattare l’indagine nei mesi scorsi.
Un malumore simile a quello che si sta vivendo in Abruzzo per l’impianto Villanova –Gissi anche se le situazioni appaiono al momento molto diverse.
Nel caso dell’elettrodotto campano, infatti, è stata la Procura a muoversi contestando il reato di falso in atto pubblico concernente i vincoli in materia paesaggistica e per distruzione e deturpamento di bellezze naturali.
L’impianto si estende per circa 18 chilometri, dal comune di S. Angelo dei Lombardi (area Goleto), per poi attraversare nell’ordine i comuni di Lioni, Teora e Conza della Campania

L'impianto ha una previsione progettuale di 58 tralicci del tipo tronco-piramidale, di altezza variabile fino ai 33 metri, posti a distanza media di circa 350 metri l'uno dall'altro. Il provvedimento cautelare è stato adottato nell'ambito di alcune verifiche che hanno appurato l'assenza di autorizzazione in relazione a beni paesaggistici tutelati.
A seguito degli accertamenti espletati, si è potuto constatare che la realizzazione dell'elettrodotto, è avvenuta in difetto dei necessari pareri dell'Ente preposto alla tutela dei vincoli paesaggistici.
Si ritiene che l'impianto possa alterare le bellezze naturali di luoghi, con un impatto negativo di tipo percettivo-visivo sul complessivo panorama delle aree e con un ulteriore impatto sulla fauna. Infatti, alcuni tralicci ed i relativi cavi attraversano il corridoio di migrazione della fauna selvatica tra il fiume Sele, il torrente Temete e raggiunge il valico montano "Sella di Conza" per poi discendere fino all'Oasi di Protezione "Lago di Conza".
Il provvedimento di sequestro è stato emanato in via d'urgenza allo scopo di evitare l'ulteriore compromissione dell'integrità ambientale.