IL PASTICCIO

Annullati i test di medicina: caos per 11mila partecipanti che dovranno ripetere la prova

Medici sul piede di guerra

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Annullati i test di medicina: caos per 11mila partecipanti che dovranno ripetere la prova
ROMA. Un errore fatale. Una maxiconcorso che salta e che si dovrà con molta probabilità ripetere.  Si attendono per oggi reazioni e dimissioni.
Un 'pacchetto' di quiz distribuito per errore al posto di un altro, e oltre 11 mila candidati all'ingresso alle Scuole di specializzazione in Medicina per l'Area Medica e i Servizi clinici si ritrovano a dover ripetere le prove scritte, spese e stress compresi. Causa della doccia fredda, uno sbaglio subito ammesso dal Cineca, il Consorzio interuniversitario incaricato di somministrare i test (che si è scusato e si è già offerto di pagare spese ed eventuali danni), e immediatamente reso noto agli interessati dal Miur, che ha parlato di una «grave anomalia», ma che ha già scatenato malumori e polemiche.
 Il Ministero «verifichi urgentemente se vi sono i presupposti per la rivalidazione dei quesiti erroneamente somministrati, al fine di convalidarli, tutti o in parte, e conseguentemente procedere con la definizione delle graduatorie di merito»: è la richiesta dell'associazione italiana giovani medici (Sigm) e del Comitato aspiranti specializzandi, che invitano tutti i colleghi a partecipare a una «mobilitazione unitaria nazionale a difesa della professione medica» che si terrà a Roma la prossima settimana, in data da confermare ed intanto si organizzano per una class action.
E annuncia che rimetterà il suo mandato, Emilio Ferrari, presidente del Cineca, il consorzio responsabile dell'errore che ha portato il Miur ad annullare gran parte delle prove di ammissione alle Scuole di Specializzazione in Medicina, un «atto doveroso» - dice - quanto il portare a termine i test oggetto del 'pastiche'.
 La decisione, che fa seguito alle immediate ammissioni di responsabilità di ieri, potrebbe tuttavia non essere sufficiente a placare gli animi dei medici, che con le loro associazioni chiedono chiarimenti, indagini, e in qualche caso anche la 'testa' dello stesso ministro.

Angosciati anche gli oltre 11 mila candidati coinvolti, che in teoria dovrebbero ripetere le prove il 7 novembre, secondo modalità che il ministro dovrebbe ufficializzare oggi, tra mille difficoltà pratiche e burocratiche.
«Quello che purtroppo si è verificato - ha spiegato Ferrari a Rainews24 - è stato un errore di caricamento dei dati relativi alla parte comune dell'aerea medica, svolta il mercoledì, e quelli relativi all'area dei Servizi clinici, svolta due giorni dopo, c'è stato un caricamento incrociato nel blocco delle domande. Questo purtroppo è quello che si è verificato».
«Mi sono sentito in dovere di porgere le scuse ai candidati - ha proseguito - alle loro famiglie e anche al ministero. E' chiaro che è nostro dovere porre rimedio alla cosa, quindi ci faremo carico di quello che ci verrà richiesto. Per noi adesso l'importante è che la prova si svolga correttamente, molto probabilmente nella giornata di venerdì 7. A questo ci stiamo preparando, anzi posso dire che siamo già pronti. Questo è ora il nostro obiettivo».
 E ha ribadito: «Ci rendiamo conto dell' errore».
 Il fatto è che l'errore in questione non è il primo, e che a farne le spese, stavolta, è stato il primo concorso nazionale per l'ammissione alle specializzazioni mediche che, almeno nelle intenzioni del governo, dovrebbe incoraggiare maggiori meritocrazia e trasparenza rispetto alle precedenti selezioni in ambito locale.
Obiettivi che il ministro Giannini, in una intervista a Repubblica, ha confermato in pieno, pur constatando «un grave errore, un gravissimo errore materiale e umano» da parte del Cineca. Il ministro Giannini addita responsabilità, chiarisce, difende le sue scelte e promette di sanare le falle del sistema. Esclude, soprattutto, che questo errore possa mettere in discussione il concorsone nazionale per le specializzazioni di medicina: «Il test nazionale è il risultato di una valutazione negativa delle prove locali, che in più occasioni aveva dato adito a falle molto più gravi: non trasparenza, poco rigore nelle valutazioni. Il test nazionale», continua Giannini, «è la migliore scelta per la qualità e la sicurezza dell'accesso alle scuole di medicina».

 Un traguardo condiviso anche dai giovani medici dell'Anaao: «Continuiamo a credere che il concorso nazionale debba rappresentare la modalità di accesso alle specializzazioni, sempre che non vi siano altre strade da percorrere - affermano in una nota accorata in cui chiedono, oltre al risarcimento delle spese, che il ministro riferisca in Parlamento e poi si dimetta - ma allora deve prevedere controlli più rigorosi, tali da evitare queste incresciose irregolarità».
 Tra i medici c'è chi si spinge oltre, come l'Acoi, che propone il trasferimento delle competenze sulla formazione dei medici al ministero della Sanità, o come il presidente degli odontoiatri, che parla di sospetta «volontà di affossare la programmazione». Ipotesi, questa, recisamente respinta dal direttore del Cineca, Marco Lanzarini, che, a Tgcom24, esclude ogni ipotesi di «sabotaggio»: «E' stato solo un errore materiale. Lo garantiamo al cento per cento».
 Un errore che potrebbe portare in futuro alla revoca del mandato da parte del ministero, messo sotto pressione anche dalla politica. Dopo le critiche di Forza Italia e Fdi, è stato oggi il deputato del Pd Filippo Crimì a chiedere di «perseguire i responsabili» affinchè «un metodo di selezione meritocratico non venga infangato a causa delle inefficienze amministrative».