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Avvocati: nuovo codice deontologico in vigore dal 15 dicembre 2014

Maggiori obblighi informativi verso il cliente

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Avvocati: nuovo codice deontologico in vigore dal 15 dicembre 2014




ROMA. E' stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il nuovo codice deontologico forense, approvato dal Consiglio nazionale forense, ed entrerà in vigore il prossimo 15 dicembre.
Tra le linee previste dal codice, che attua la riforma dell'ordinamento professionale del 2012, la deontologia degli avvocati riveduta ed aggiornata, maggiori obblighi informativi verso il cliente/parte assistita anche sulle forme di soluzione alternativa delle controversie, obbligatorie e non, divieto di conflitto di interesse anche potenziale soprattutto con riferimento ad esercizio di funzioni di arbitro o mediatore, maggiore accortezza e prudenza nell'ascolto del minore, informazione sull'esercizio della professione ammessa con tutti i mezzi anche informatici ma nel rispetto del dovere di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza.
La norma transitoria prevede anche la sua applicabilità ai procedimenti disciplinari in corso, se le norme sono più favorevoli.
Il nuovo codice deontologico, spiega il Consiglio nazionale forense, è destinato ad essere applicato dai nuovi organismi disciplinari forensi - i Consigli distrettuali di disciplina - previsti dalla riforma per assicurare maggiore imparzialità nei giudizi disciplinari nei confronti degli iscritti.
I Consigli distrettuali di disciplina sono già stati costituiti ed entreranno in attività il 1 gennaio 2015.
«Il nuovo codice deontologico pone al centro dei comportamenti degli avvocati i cittadini, loro assistiti, loro clienti ma non solo, dando sostanza anche per tale tramite alla responsabilità sociale dell'avvocato, come professionista, e dell'Avvocatura come corpo sociale di mediazione tra le persone e l'ordinamento giuridico, soprattutto oggi», dichiara il presidente del Cnf, Guido Alpa.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, come massima forma di pubblicità del testo, già segna il primo elemento caratterizzante del nuovo codice: la tutela dell'interesse pubblico al corretto esercizio della professione e dunque l'affidamento della collettività.

«IMPIANTO PIU’ MODERNO»
L'impianto - più «moderno» e meno frastagliato - è caratterizzato, spiega il Cnf, da una «tendenziale tipizzazione degli illeciti disciplinari con la previsione della sanzione declinata nel minimo e nel massimo», nonchè da una «tendenziale esaustività delle norme deontologiche», tra le quali sono ricomprese anche quelle sparse in diverse fonti legislative.
Rispetto all'attuale codice, vi è una «significativa inversione», rileva il Consiglio forense, tra il titolo II (rapporti con i colleghi) e il III (rapporti con il cliente e la parte assistita) «nel senso di dare precedenza a quest'ultimo, proprio a sottolineare la vocazione pubblicistica delle norme».
Vengono poi previsti due nuovi titoli, il IV (doveri dell'avvocato nel processo) e il V (doveri verso le istituzioni forensi): il primo è suggerito dalla tipicità della funzione difensiva, il secondo e' elemento di rafforzamento del rapporto tra iscritti e istituzioni rappresentative.
Tante, infine, le novità nelle fattispecie deontologiche, che tengono conto delle innovazioni legislative, dagli obblighi informativi, al divieto di patto di quota lite con esclusione del compenso a percentuale sul valore dell'affare, fino a nuove forme di soluzione alternativa delle controversie comprese quelle svolte dagli stessi avvocati.

SANZIONI
Le sanzioni sono quattro: avvertimento, censura, sospensione, radiazione. Oggi fattispecie prevede una sanzione e un meccanismo di aggravamento e di attenuazione in relazione alla maggiore o minore gravità del fatto contestato. Nella determinazione della sanzione in concreto dovrà tenersi conto anche del pregiudizio della parte assistita, del cliente, della compromissione della vita professionale e dei precedenti.

RAPPORTI CON I CLIENTI E PARTE ASSISTITA
Viene scandito il momento della nascita del rapporto professionale con la libera pattuizione del compenso (anche misurato con modalità diverse; salvo il divieto di patto di quota lite) e con i nuovi obblighi informativi (prevedibile durata causa-oneri- preventivo scritto se richiesto- estremi della polizza assicurativa-possibilità di avvalersi della mediazione e di tutti gli altri sistemi alternativi previsti per legge e di poter accedere se del caso, al patrocinio a spese dello Stato. L’avvocato non deve consigliare azioni inutilmente gravose e deve emettere documento fiscale ad ogni versamento ricevuto. Non deve subordinare l’adempimento di prestazioni professionali al riconoscimento da parte del cliente /assistito del diritto a trattenere parte delle somme riscosse per suo conto.
Viene rafforzato il riserbo e il segreto professionale. Viene ribadito il divieto di accaparramento di clientela, che si articola anche nella rilevanza disciplinare del fornire omaggi o prestazioni in luoghi pubblici o in luoghi dove per ragioni varie si raccolgono persone; né è possibile offrire prestazioni al domicilio degli utenti o personalizzate.

IL SITO WEB
L’informazione è ammessa con ogni mezzo, ma il sito web deve avere dominio proprio senza re-indirizzamento, direttamente riconducibile all’avvocato, allo studio legale associato o alla società di avvocati alla quale partecipi, previa comunicazione al Consiglio dell’Ordine di appartenenza della forma e del contenuto del sito stesso. Non sono ammessi banner pubblicitari.
Il titolo di professore potrà essere speso solo in caso di docenza universitaria in materie giuridiche; il praticante dovrà indicare per esteso il titolo “praticante avvocato” eventualmente “abilitato al patrocinio”

RAPPORTI TRA COLLEGHI
In generale si rafforza il rapporto di colleganza anche con i collaboratori di studio. L’avvocato dovrà favorirne la crescita formativa, compensandone in maniera adeguata la collaborazione, tenendo conto dell’utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio. Ai praticanti dovrà assicurare l’effettività e la proficuità della pratica forense e, fermo l’obbligo del rimborso delle spese, riconoscergli, dopo il primo semestre di pratica, un compenso adeguato.

DOVERI DELL’AVVOCATO NEL PROCESSO
Dovere di difesa e rapporti di colleganza sono le direttive principali di questo titolo. Nel caso di processi con più parti l’avvocato deve astenersi dall’ assumere la difesa di più indagati/imputati che abbiano reso dichiarazioni accusatorie nei confronti di altri indagati/imputati nel medesimo processo; e rinunciare al mandato se ha notizia di prove o documenti falsi prodotti in giudizio dalla parte assistita. Dignità e reciproco rispetto nei rapporti con i magistrati, ma anche con arbitri, conciliatori, mediatori e periti e consulenti tecnici.

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