POLITICA

Unioni Civili, Forza Italia Pescara: «noi difendiamo famiglia tradizionale»

L’appello al sindaco: «pensi alle cose serie e non a cose che non gli competono»

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Unioni Civili, Forza Italia Pescara: «noi difendiamo famiglia tradizionale»

PESCARA. «Alessandrini pensi ai veri problemi della città e non al registro delle Unioni civili»
E’ questo l’appello che arriva dagli esponenti di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Fabrizio Rapposelli.
Nei giorni scorsi il sindaco ha annunciato che la sua amministrazione è già al lavoro per predisporre il registro delle Unioni Civili, così come deliberato nel 2008 ma poi mai divenuto operativo.
Nella delibera approvata si decise che al registro potranno iscriversi due persone non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, ma da vincoli affettivi, coabitanti da almeno un anno ed aventi dimora abituale nel comune di Pescara; due persone coabitanti da almeno un anno per motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale ed aventi dimora abituale nel comune di Pescara. Insomma non è stata indicata nessuna preclusione alle coppie dello stesso sesso.
Forza Italia annuncia battaglia dimostrando anche una certa distanza dalle possibili aperture ventilate anche dal presidente del Partito, Silvio Berlusconi: «per quanto ci riguarda», avvertono Sospiri, Antonelli, D’Incecco e Rapposelli, «contrasteremo tutti gli atti di indirizzo contro la famiglia, in tutte le Istituzioni e se necessario nelle strade e nelle piazze della città».

Secondo i quattro esponenti di Forza Italia «il concetto di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, presente nella Costituzione italiana vigente, è il presupposto invalicabile sul quale è stata costruita la nostra società e che noi intendiamo difendere strenuamente. Non siamo pertanto in sintonia con coloro che vogliono disgregare il concetto di famiglia naturale tanto più se l’iniziativa è portata avanti solo ai fini propagandistici dal Sindaco di Pescara, che non può certo modificare con una deliberetta il codice civile della Repubblica Italiana. Ci siamo opposti nella precedente legislatura, lo faremo coerentemente anche in questa, tanto più alla luce dei contenuti del deliberato (aggiungiamo di seguito il testo), che non serve a nulla e a nessuno».
Infine l’appello al sindaco: «pensi alla nostra economia cittadina, ai negozi che chiuderanno per la crisi economica ulteriormente aggravata dalla stangata fiscale che ha imposto, pensi ai fondi che il suo Governatore di Regione toglie per il dissesto e gli allagamenti della nostra Città senza che egli stesso dica una sola parola, pensi a non distruggere Corso Vittorio Emanuele, pensi a ritrovare una maggioranza utile a realizzare spazi cimiteriali per dare ai pescaresi una degna sepoltura e lasci stare ciò che non gli compete perché compete al Senato ed al Parlamento della Repubblica Italiana».