IN PARLAMENTO

Ebola, relazione di Amato alla Camera: «serve corretta informazione, no al panico»

Priorità: «cura dei malati, isolamento focolaio e controllo del percorso di contaminazione»

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ABRUZZO. E’ stato affidato alla parlamentare abruzzese del Partito Democratico, Maria Amato, il delicato compito di intervenire sul tema di grande attualità e più spinoso in materia di sicurezza sanitaria, quello sul virus Ebola.
Proprio ieri mattina è intervenuta in Aula con una chiara esposizione dello stato: «se i virus hanno qualcosa di buono è non fare distinzioni, di pelle, di età, di sesso, di reddito. Un virus non sceglie se viaggiare in aereo, in nave, in business class o su una carretta del mare».
«Le malattie virali», spiega la deputata, «non devono divenire uno strumento di discriminazione, come è avvenuto per l’Aids. L'uso di parole come nuova peste, emergenza sanitaria, pandemia, malattia che non da scampo vengono utilizzate in parte strumentalmente per evocare paure nella gente e concentrare le paure sugli stranieri come se un virus potesse distinguere un migrante da un turista come veicolo di contagio. E' assolutamente corretto fare salire l'allerta, attivarsi e chiedere risorse per una azione internazionale volta a risolvere i focolai epidemici, ma è necessario passare attraverso una corretta informazione: il panico, la paura dello straniero, il cordone di difesa rispetto ai flussi migratori non è funzionale a questo obiettivo».
Rassicurante per l’Italia poi nel passaggio in cui la parlamentare sottolinea che «i diversi ceppi virali di ebola portano nomi di nazioni africane, testimoniando così le precedenti epidemie in quegli stati: l'allarme sanitario è giusto ma non siamo di fronte ad un agente nocivo nuovo e sconosciuto, l'intensificazione dei protocolli di ricerca, la intensificazione del lavoro per la realizzazione del vaccino, la risoluzione della epidemia del Senegal, la dichiarazione di guarigione della infermiera statunitense contagiata sono il segno della efficacia della medicina del mondo occidentale; i nostri Centri di riferimento, lo Spallanzani di Roma e il Sacco di Milano sono due centri di eccellenza il cui livello di guardia e di adeguatezza è del grado più alto. Le priorità d'azione rispetto ad un focolaio epidemico sono: la cura dei malati, l'isolamento del focolaio e il controllo del percorso di contaminazione».

Nel corso del suo intervento la Amato ha citato anche Gino Strada, che «enuncia un principio medico quando dice che è urgente andare incontro ad Ebola in Africa o altrimenti ci raggiungerà in business class».
Ma i controlli funzionano? «L'Oms sta rivedendo i sistemi di controllo e di sicurezza. Ebola ha messo in evidenza la fragilità dei Sistemi sanitari dei paesi poveri ed il sistema dei controlli in porti ed aeroporti basati su risposte del viaggiatore che può eludere eventuali quarantene».
Parliamo di viaggiatori, di aerei, di navi e non solo di migranti e di Mare Nostrum: «paradossalmente i controlli sanitari sui migranti sono da sempre più alti e altro è seguire pedissequamente procedure di annullamento del rischio di contaminazione organica da parte degli operatori dall'interrompere una operazione che ha funzioni in gran parte umanitarie».
Per quanto riguarda l'Italia e il suo Sistema Sanitario, «non è bloccando Mare Nostrum che si risponde meglio». Occorre invece: «Una campagna di informazione corretta su modalità di trasmissione del visus, sui sintomi,e richiamo alle procedure da utilizzare nel sospetto di infezione. Potenziamento della Rete delle Unità Operative di Malattie Infettive. La risposta a una epidemia, la risposta ad un virus, la risposta alla diffusione di una malattia - conclude la parlamentare abruzzese - è fatta di medicina affiancata a misure di polizia sanitaria. I virus, siano gli ebola, l'HIV, o gli altri agenti patogeni non si combattono ne' con i confini ne' con la paura, c'è un solo strumento efficace ed è la scienza».