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Sblocca Italia, «Ombrina si farà, ipocrisia del Pd»

L’appello degli scienziati a Renzi: «il futuro non è il petrolio»

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Sblocca Italia, «Ombrina si farà, ipocrisia del Pd»

Mazzocca, Santroni, De Sanctis a Roma




ABRUZZO. Vanno avanti da giorni le votazioni per il via libera della commissione Ambiente della Camera al decreto legge Sblocca Italia, che lunedì approderà in Aula per la discussione generale.
Ieri è approdato in Commissione anche un emendamento che riguarda la ricostruzione aquilana. Lo annuncia Antonio Castricone, secondo il quale «dopo 5 anni era necessario incidere, oltre che sul piano delle risorse, anche da un punto di vista normativo».
L’emendamento riorganizza la ricostruzione e anticipa alcune delle questioni affrontate nel ddl che il Partito Democratico sta per presentare e che però ha tempi più lunghi del previsto anche per il nuovo ruolo di Legnini.
L’ emendamento prevede che dovranno essere i Comuni stessi ad occuparsi della manutenzione straordinaria degli alloggi del progetto Case e dei Map, attingendo dal fondo per la ricostruzione post terremoto, sgravandosi degli altri costi che potevano essere a loro carico. «È un emendamento, questo, necessario per la città dell’Aquila e i comuni del cratere sismico, in particolare dopo i crolli e i difetti strutturali venuti alla luce in queste ultime settimane e su cui sta indagando la magistratura», ha commentato Castricone.

«Nella legge di stabilità», annuncia il deputato, «affronteremo ciò che non è stato possibile prevedere oggi, avendo cura di dare certezze alle amministrazioni locali».
«Con lo 'Sblocca Italia' – commenta invece la senatrice Stefania Pezzopane- si affrontano alcune questioni decisive, richieste dagli enti locali e che non potevano attendere i tempi della legge ordinaria. Insieme ai deputati porteremo avanti con emendamenti le necessità e le urgenze del cratere, sia in termini di nuove regole, che in termini di risorse. Nello sblocca Italia ci sono 250 milioni di euro nuovi spendibili nel 2014, come segno attenzione».
Pezzopane si augura che questa misura dello 'Sblocca Italia' diventi presto legge. «E' chiaro che per L'Aquila bisogna ancora fare molto soprattutto in termini di finanziamenti, ma questo e' un passo avanti significativo».

LE TRIVELLE
Altra questione determinante dello Sblocca Italia è quello delle trivellazioni. Due giorni fa gli ambientalisti abruzzesi sono scesi in piazza a Roma per ribadire il proprio secco e fermo no allo «sblocca Trivelle».
Intanto anche gli scienziati si schierano contro il decreto Renzi e hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio.
Per Vincenzo Balzani, accademico dei Lincei specializzato nello studio della fotosintesi artificiale, per il chimico Nicola Armaroli, studioso della conversione dell'energia solare, per Alberto Bellini,ingegnere elettromeccanico e per il "senior scientist" della Columbia University, Enrico Bonatti, esperto di geologia degli oceani il futuro della nostra indipendenza energetica non può essere cercato nel petrolio. Loro ne sono convinti: la priorità non possono essere trivellazioni e ricerche per briciole di idrocarburi che basterebbero giusto per qualche anno.
«È necessario», dicono, «promuovere, mediante scelte politiche appropriate, l’uso di fonti energetiche alternative che siano, per quanto possibile, abbondanti, inesauribili, distribuite su tutto il pianeta, non pericolose per l’uomo e per l’ambiente, capaci di sostenere il benessere economico, di colmare le disuguaglianze e di favorire la pace».

LA PETROL-CARITAS DEL PD LUCANO
Sempre il Pd (lucano) ha presentato un emendamento (poi approvato) con il quale si istituisce “una social card nei territori interessati alle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi”.
Gli emendamenti riguardano il cosiddetto ''bonus carburante'', che verrà utilizzato per l'attivazione di misure di coesione sociale (Social Card) e per la promozione di azioni di sviluppo economico, e
l'incremento certo dei fondi per la Basilicata e per le regioni dove si svolgono attività estrattive grazie alla destinazione del 30% della Ires versata allo Stato da parte delle aziende che estraggono idrocarburi.
«La tecnica è sempre la stessa», attaccano però il portavoce M5S al Senato, Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi alla Camera, «prima ti affamano (perché condizionano l’occupazione, la libera impresa e persino gli investimenti dei fondi europei) e ti disinformano sul petrolio (l’oro nero in Basilicata non ha portato né ricchezza né occupazione), e poi ti danno il tozzo di pane in ossequio ai più caritatevoli principi cristiani. Prima fanno affari e poi si lavano la coscienza. Anziché pretendere di tenere lontane le piattaforme dalle sorgenti di acqua potabile e dalle aree sismiche, anziché chiedere di aumentare i canoni delle aree di concessione delle coltivazioni, per dare sicure entrate fiscali ai governi senza far rimettere nulla ai cittadini, anziché preoccuparsi dei rischi di inquinamento ambientale e sanitario prodotti dalla grande industria e dallo sfruttamento dei fossili questi tre geniali economisti pro-società minerarie, varano quest’altra trovata economica che spillerà spiccioli e non sostanza alle società minerarie. Le quali, grate, continueranno a trovare conveniente perforare in Basilicata e in altura, oltre i 600 metri di altitudine, dove è altissimo sia il rischio sismico che di inquinamento irreversibile dell’acqua dolce».

In Basilicata le società minerarie estraggono circa 35 milioni di barili di greggio all’anno, per un affare, al prezzo medio internazionale di borsa di 100 dollari per barile, di circa 3,5 miliardi di dollari (più di 3 miliardi di euro). A questi introiti bisogna aggiungere i guadagni della desolforizzazione fatta nel centro oli di Viggiano (producono composti azotati per l’agricoltura) e quelli della raffinazione di ognuno di questi 35 milioni di barili, circa 5 miliardi e mezzo di litri, fatta alla raffineria Eni di Taranto, o all’estero col “franco frontiera” (per evadere le tasse in Italia).

INSERIRE LITORALE MOLISE IN PARCO COSTA TEATINA

Intanto il gruppo consiliare del Pd del Comune di Termoli esprime soddisfazione per l'approvazione all'unanimità nel Consiglio comunale monotematico e straordinario sulle Trivellazioni in Adriatico del testo dell'Odg "Tutela dell'Adriatico e difesa dell'ambiente marino e costiero termolese" a cui ha preso parte per la stesura. In particolare il Pd sottolinea: «la totale contrarietà a qualsiasi intervento di trivellazione della costa molisana ed ha posto l'attenzione sulla procedura di istituzione di 3 nuovi pozzi petroliferi tra Vasto (Chieti) e Campomarino (Campobasso), procedura che attualmente è nella sua fase finale presso il Ministero dell'Ambiente».
Gli esponenti comunali del Partito democratico impegnano, dunque, il sindaco e la Giunta comunale a prendere le necessarie misure per evitare la realizzazione dei pozzi e sollecitano la Regione Molise all'inserimento della costa molisana nella perimetrazione dell'istituendo Parco Nazionale "Costa Teatina", «unica possibilità attuale per garantire la completa tutela del territorio costiero molisano». 

«OMBRINA SI FARA’»

Niente di fatto, però, per bloccare Ombrina. L’allarme è stato lanciato sia dal centrodestra che dal Movimento 5 Stelle.

«Come avevamo purtroppo preannunciato», denuncia il deputato Gianluca Vacca, «Ombrina si farà grazie alla volontà del governo e della maggioranza. La conferma si è avuta la notte tra venerdì e sabato durante la discussione dello #sfasciaItalia. Bocciati gli emendamenti per bloccare Ombrina. Il Pd non è come il centrodestra, è peggio: a parole dicono una cosa, ma poi fanno esattamente l'opposto. E' inqualificabile il loro comportamento, e questa è solo l'ennesima dimostrazione di come il Pd sia un partito all'esclusivo servizio delle lobbies».

Anche il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, parla di «ipocrisia del Pd». Il parlamentare racconta: «l’emendamento da me presentato al decreto Sblocca-Italia che ripristinava i limiti previsti dal decreto Prestigiacomo, scongiurando la deriva mineraria dell’Abruzzo, ha ricevuto parere contrario dal Governo e dal Presidente della Commissione Ambiente, Ermete Realacci, ex presidente di Legambiente. E’ evidente che il centrosinistra abruzzese è rimasto completamente assente su questa vicenda come è evidente la loro ipocrisia: sfilano nelle piazze abruzzesi e si nascondono a Roma quando c’è da bloccare queste iniziative. La stessa cosa vale per il Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che dichiara con Vendola di essere contrario, ma non fa in alcun modo sentire la sua voce a Roma. L’emendamento è stato già ripresentato in Aula, vedremo da martedì cosa succederà. Una cosa è certa, questi fatti sono la riprova che non è accettabile da questo centrosinistra nessuna lezione sul tema dell’ambiente. Ne abbiamo l’ulteriore riprova con la nomina a Commissario della Costa Teatina di Giuseppe De Dominicis, da dove evinciamo che la politica ambientale per la sinistra è solo l’ennesima vacca da mungere» conclude Di Stefano.