ADRIATICO E FUTURO NERO

Sblocca Italia, «non ci sono aperture su eventuali modifiche»

Ambientalisti a Roma insoddisfatti. Vescovi insistono: «difendere il Creato»

Redazione Pdn

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Sblocca Italia, «non ci sono aperture su eventuali modifiche»

Manifestazione a Roma




ABRUZZO. Trecento abruzzesi sono arrivati ieri a Roma per partecipare al sit-in contro il decreto 'Sblocca Italia' davanti a Montecitorio promosso dalle associazioni ambientaliste.
Parte dei manifestanti è arrivata nella capitale con tre pullman partiti da Pescara, da Lanciano e da Giulianova; tanti altri autonomamente in automobile. Presenti anche il Movimento 5 Stelle, con i deputati Gianluca Vacca e Andrea Colletti, e Sel, con Gianni Melilla.
Al grido 'L'Abruzzo non si vende!' è stata ribadita la ferma contrarietà al provvedimento che fa diventare tutto il comparto petrolifero di interesse strategico nazionale. Un no netto è stato detto anche al progetto Powercrop, all’elettrodotto Villanova-Gissi e alla privatizzazione dell’acqua.
Pure Stefano Rodotà ha incontrato i manifestanti. Poi con padre Alex Zanotelli una delegazione ha incontrato il presidente Ermete Realacci e i parlamentari della Commissione Ambiente della Camera.
«Ci sono state aperture del tutto insufficienti da parte della maggioranza a modifiche dei testi», riferisce Augusto De Sanctis del Forum abruzzese per l’acqua. «Gli stessi esponenti della maggioranza hanno ammesso che sugli idrocarburi il testo del Governo non convince sotto molti aspetti, anche di carattere strategico per quanto attiene l'energia. I cittadini presenti hanno quindi chiesto di stralciare queste norme che loro stessi ammettono essere sbagliate. Purtroppo la fedeltà al Governo appare essere più forte del buon senso e della difesa dei valori del territorio. Sono stati promessi non meglio precisati interventi sugli articoli; un approccio del tutto insufficiente per fermare la deriva petrolifera».

Intanto Paolo Della Ventura, della segreteria comunale e provinciale Pd L’Aquila chiede al suo partito di prendere una posizione ufficiale contro le trivelle e di essere autonomo dal Pd nazionale.
«E’ arrivato il momento», dice Della Ventura, «in cui il Partito democratico regionale prenda ufficialmente posizione sullo scempio che sta delineando lo Sblocca Italia, anche lungo la costa abruzzese. Ombrina Mare 2 ed Elsa Mare 2 non sono parchi di divertimento ma due progetti che rischiano di mettere a repentaglio in un solo colpo l’ambiente marino di una delle coste più belle d’Italia (quella dei Trabocchi) e, di conseguenza, il turismo balneare regionale. Semmai si faccia promotore affinché si spostino e si accrescano fondi per la tutela del territorio e per la sua messa in sicurezza. E’ quella l’opera pubblica più importante. Le amministrazioni locali sono contrarie, gli abruzzesi sono contrari ai rischi che porrebbero le trivelle. Il partito regionale, pertanto, sia rappresentativo di queste voci. Di recente anche il presidente D’Alfonso, tra l’altro, si sta dicendo contrario, come ha sottolineato anche qualche giorno fa a Bruxelles»

Sinistra Anticapitalista Abruzzo sostiene e partecipa alla mobilitazione contro lo “Sblocca Italia” e chiede di completare l’iter istitutivo del “Parco Nazionale della Costa Teatina”. «Ad agosto è stato annunciato l’arrivo di un commissario, individuato nell’ex Presidente della Provincia di Pescara. Due mesi dopo non si hanno notizie della “nomina ufficiale” e dell’avvio dell’opera del commissario. I parlamentari abruzzesi s’impegnino per sbloccare il Parco, non le trivelle».
Sul caso prendono di nuovo posizione anche i vescovi di Abruzzo e Molise che esprimono «viva preoccupazione» riguardo al riproporsi di progetti di sfruttamento petrolifero. «Ampi territori a vocazione turistica, agricola, vitivinicola, saranno definitivamente snaturati da questa “deriva fossile” nonostante in altre regioni, come la Basilicata, interessate da queste estrazioni, non si siano constatati i promessi miglioramenti nell'economia, né nella occupazione», denunciano i vescovi.
«Non possiamo che esprimere sconcerto per scelte politiche. Invitiamo a desistere da ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell'ambiente naturale, richiamiamo alla difesa del Creato. E’ necessaria una democrazia “ad alta intensità”. Ossia una democrazia sostanziale, partecipativa e sociale, quanto mai necessaria ad assumere scelte irrimediabilmente gravi tenendo conto della netta contrarietà che la popolazione abruzzese e molisana, e questa Conferenza Episcopale, hanno più volte espresso». 

EMENDAMENTO OMBRINA BOCCIATO
«Ieri sera, verso le ore 23», annuncia il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, «nell’assordante silenzio dei parlamentari abruzzesi di maggioranza il Governo ha dato parere contrario al mio emendamento blocca Ombrina. La mia capogruppo, Pina Castiello, che ringrazio, dopo aver lungamente difeso il mio emendamento, vista la contrarietà del Governo e della maggioranza, lo ha ritirato, per consentirne la ripresentazione in Assemblea. Infatti, per regolamento della Camera, gli emendamenti bocciati in commissione, non possono essere riproposti in Aula. La battaglia continuerà, ma chiedo fortemente e lo chiedono gli abruzzesi che D’Alfonso faccia sentire la sua voce e la faccia sentire anche la debolissima pattuglia del Pd abruzzese. Questa non è una battaglia di appartenenza politica, per questo motivo voterò analoghe  proposte di colleghi appartenenti anche  a  schieramenti politici diversi dal mio, purché  in linea con la linea anti trivelle».