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Sblocca Italia e trivelle, M5S: «salviamo almeno il Parco della Costa Teatina»

Il timore dei 5 stelle è la ghigliottina sugli emendamenti

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Sblocca Italia e trivelle, M5S: «salviamo almeno il Parco della Costa Teatina»

Manifestazione a Roma

ABRUZZO. Si stanno discutendo in questi giorni in Commissione Ambiente gli emendamenti al decreto Sblocca Italia, visto con preoccupazione dall’Abruzzo per il timore di una nuova deriva petrolifera e non solo. Il M5S sta portando avanti una battaglia per evitare l'invasione di cemento, trivelle, inceneritori, l'avviamento della privatizzazione dell'acqua, «ma la maggioranza Pd è intenzionata ad andare avanti senza nessun pudore ricorrendo a varie modalità di ghigliottina», denuncia il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca. «Da lunedì mi sto adoperando per spronare i deputati abruzzesi della maggioranza a fare approvare una sorta di clausola di salvaguardia almeno per il tratto antistante il Parco della Costa Teatina, intervento normativo che, per tutelare le coste del Parco, bloccherebbe definitivamente Ombrina».

 A luglio Vacca aveva già proposto questa soluzione all'allora sottosegretario Legnini, che si mostrò possibilista verso un tale emendamento. «Ora siamo alla prova dei fatti», annuncia il deputato pentastellato: «questa è l'ultima possibilità per bloccare Ombrina e tutelare le coste del Parco, visto che il Pd vuole invece in futuro nero petrolio per tutta l'Italia, Abruzzo compreso. Salviamo almeno mezza costa abruzzese».

Nei giorni scorsi i parlamentari abruzzesi Amato, Castricone, D'Incecco e Ginoble, hanno invece presentato un emendamento per imporre un limite chiaro, ovvero quello dell'allontanamento di qualunque insediamento quello delle 12 miglia dalla costa prospicente le aree di riserva.
Sempre in Commissione Ambiente alla Camera è arrivato anche un emendamento del deputato Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) che blocca di fatto l'iter di Ombrina 2 e la possibilità di altre iniziative analoghe.
«In Commissione Ambiente ci sono diversi parlamentari abruzzesi e spero che facciano blocco, a prescindere da chi ha presentato l’iniziativa», aveva detto Di Stefano. «Qualora volessero modificarlo per assumersene la paternità lo facciano, l’importante è raggiungere questo risultato», sottolinea Di Stefano.
 In Abruzzo il 37% della terraferma, pari a 396.763 ettari, è nelle mire dei petrolieri, con 31 pratiche aperte (tra titoli già concessi e istanze). Gran parte di queste interessano le aree della fascia collinare e pedemontana, anche se non mancano istanze per le aree dell'alto vastese e dell'aquilano.

Con il Decreto “Sblocca Italia” tutte le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale per questi pozzi saranno avocate a livello centrale dallo Stato, mentre finora erano appannaggio della Regione Abruzzo. In mare, tra Abruzzo e Molise, un'estensione ancora maggiore, 470.000 ettari (la superficie dell'intera regione Molise), sono oggetto dell'interesse delle multinazionali con 16 tra titoli e istanze. In realtà la superficie è molto più grande, coprendo praticamente l'intero tratto antistante la costa delle due regioni, se si include l'istanza di prospezione avanzata dalla Spectrum Geo, ora in fase di valutazione (ha già un parere favorevole del Comitato V.I.A. nazionale). Solo questa istanza copre 1 milione e 200mila ettari di mare, più della superficie dell'Abruzzo. Intanto oggi le associazioni ambientaliste abruzzesi saranno a Roma, in piazza Montecitorio, per protestare proprio contro il decreto “Sblocca Italia”.

Tra le varie associazioni ci sarà anche ‘Fare Verde’ che opera nella Marsica. «Prima tra tutte le nostre battaglie», ricorda Massimo De Maio, ex presidente nazionale dell'associazione residente a Tagliacozzo, «quella per evitare la costruzione di un enorme inceneritore di biomasse nella piana agricola del Fucino: la centrale PowerCrop. Un ricorso al TAR, proposto dai cittadini e sottoscritto da Fare Verde insieme ad altre associazioni ambientaliste e agricole, ha permesso di bloccare quest'opera estremamente dannosa per l'economia locale. Con il suo Sblocca Italia, Renzi rischia di rimettere in gioco anche questo progetto autorizzato, contro la volontà dei cittadini e con il parere negativo del Corpo Forestale dello Stato, dalla Regione Abruzzo sotto la guida di Antonio Sorgi, dirigente regionale arrestato pochi giorni fa per corruzione».
 E proprio sulla Powercrop domani è prevista una nuova riunione del comitato Via, contestata dai comitati che hanno chiesto alla Regione di bloccare tutto .

Per Massimo De Maio «lo Sblocca Italia è un decreto destinato a bloccare le economie più importanti dell'Abruzzo a partire da agricoltura di qualità e turismo. Il Governo, sbloccando petrolio e inceneritori, blocca le uniche economie capaci di futuro: quelle di qualità, legate ai territori ed orientate alla sostenibilità dei processi di produzione e consumo». «L'era del petrolio a buon mercato è finita», aggiunge De Maio, «e la decisione di arrivare a trivellare l'Abruzzo per estrarre quei pochi idrocarburi presenti, ne è un segno evidente. Di fronte a questo cambio di epoca, un Governo lungimirante dovrebbe rilanciare un settore edile allo stremo con un piano nazionale di riqualificazione energetica dell'intero patrimonio edilizio pubblico e privato, per consumare meno energia e rendere case, uffici e scuole più confortevoli. Dovrebbe lanciare un piano per la mobilità sostenibile, potenziando le infrastrutture locali invece di investire solo in TAV. Dovrebbe difendere l'agricoltura di qualità dalle speculazioni del mercato globale e sostenere il turismo.
 Questi sono gli investimenti che i territori come la Marsica e l'intero Abruzzo si aspettano. Non le trivelle e gli inceneritori».

ABRUZZESI AL SIT IN

Sono diverse centinaia gli abruzzesi che stanno partecipando al sit-in contro il decreto 'sblocca Italia' davanti a Montecitorio promosso dalle associazioni ambientaliste. Parte dei manifestanti abruzzesi è arrivata nella capitale con tre pullman partiti da Pescara, da Lanciano e da Giulianova; tanti altri autonomamente in automobile. Sono circa 180 a livello nazionale le associazioni e i comitati che stanno partecipando all'iniziativa, tra cui tanti provenienti proprio dall'Abruzzo. Presenti anche il Movimento 5 Stelle, con i deputati Gianluca Vacca e Andrea Colletti, e Sel, con Gianni Melilla.
«La maggioranza e il Governo - afferma Vacca - sono sordi di fronte ai 'comitatini', come li ha definiti Renzi, che non sono stati neanche ricevuti dal presidente della commissione Ambiente alla Camera, Ermete Realacci, il quale li ha ascoltati per pochi minuti. La verità è chiara e il decreto resterà quello; al massimo saranno apportate piccole modifiche che non cambieranno la sostanza».
Secondo il deputato pentastellato «non hanno buone possibilità» neppure gli emendamenti contro Ombrina mare presentati dai parlamentari abruzzesi.
«Sto facendo pressione - dice Vacca - ma da quanto ho capito ci sono molte resistenze».
«Gli abruzzesi sono almeno 300 - dicono gli attivisti del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua - e fa piacere vedere una tale partecipazione. Tra l'altro sono venuti anche tanti abruzzesi che studiano o lavorano qui a Roma. Ci chiediamo cosa voteranno i deputati abruzzesi che in Abruzzo dicono no allo sblocca Italia. Saranno coerenti o seguiranno Renzi?», si chiedono al Forum acqua».

DI STEFANO (FI) «MENTRE GLI ABRUZZESI PROTESTANO, LA SINISTRA TACE

«I cittadini abruzzesi si mobilitano come possono e  con il massimo impegno contro il decreto Sblocca-Italia, arrivando fino a Montecitorio. Nessuno in Abruzzo è favorevole alla trivelle in adriatico. Ma poi nei fatti c’è chi si mobilita e protesta come può, chi in parlamento assume iniziative  per impedirlo e chi invece si chiude in un assordante silenzio. Oggi potrebbe essere discusso il mio emendamento e quello del Movimento 5 Stelle volti a bloccare questi insediamenti, ma fino adesso né i parlamentari di centrosinistra né il Presidente D’Alfonso, al di la di sterili dichiarazioni demagogiche hanno fatto sentire la propria voce o si sono attivati per sostenere questa battaglia», commenta invece Fabrizio di Stefano in merito alla manifestazione tenutasi a Roma oggi dei comitati  abruzzesi “No Trivelle”.