IL FATTO

Maltempo si sposta al centro, due donne morte in Maremma

A Parma si spala il fango. Danni per 50 milioni nell'Alessandrino

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Maltempo si sposta al centro, due donne morte in Maremma



ROMA. Ancora morti per il maltempo in Italia. Dopo il dramma di Genova, piogge torrenziali ed esondazioni stanno colpendo duramente la Toscana, in particolare la Maremma. E il bilancio è drammatico: due anziane donne sono morte nella loro auto travolta dalle acque del torrente Elsa esondato nella zona fra Albinia e Manciano.
Il comune di Orbetello ha avvisato, via sms, gli abitanti chiedendo loro di spostarsi ai piani alti delle abitazioni, e ha deciso di evacuare, a scopo precauzionale, tramite un servizio di avviso casa-casa le famiglie delle zone particolarmente a rischio di Polverosa, Aunti, Alberone e Priorato. I vigili del fuoco hanno tratto in salvo altre nove persone colpite da ipotermia.
Traffico bloccato sull'Aurelia, tra Orbetello e Albinia, dopo la 'bomba d'acquà abbattutasi nella zona nel pomeriggio. Intanto migliora la situazione sulle regioni nord occidentali anche se i disagi non sono scomparsi. Nelle province di Alessandria e a Parma si spala fango e si fa la conta dei danni, che ammonta già a centinaia di milioni.
Ed è prevista ancora una criticità elevata per rischio idrogeologico su gran parte dell'Emilia Romagna e della Lombardia, sulla Toscana e sull'alto Lazio, mentre una nuova perturbazione arriverà sul Friuli Venezia Giulia, dove da ieri si cerca una donna dispersa nei boschi sopra Attimis, in provincia di Udine. Oltre alla Maremma, le situazioni più gravi restano nell' Alessandrino e nel comune di Parma. In Piemonte ci sono ancora intere frazioni isolate e decine di comuni dove anche oggi le scuole sono rimaste chiuse.
«Non c'è una strada che non sia coperta di fango - dice il sindaco di Gavi, Nicoletta Albano, che assieme a Novi Ligure e Arquata Scrivia sono i comuni più disastrati - Le fognature sono saltate e due frazioni sono ancora isolate».


 Il presidente della Regione Sergio Chiamparino, che ha fatto un sopralluogo nelle zone, ha già annunciato che chiederà lo stato di emergenza mentre da una prima stima dei tecnici i danni nella sola provincia di Alessandria ammontano a 50 milioni. Anche Parma fa i conti con il nubifragio che si è abbattuto ieri pomeriggio sulla città, provocando l'esondazione del torrente Baganza. Le zone a sud ovest della città sono tutt'ora invase dal fango, i collegamenti telefonici sono stati ripristinati soltanto nel pomeriggio mentre le scuole resteranno chiuse anche domani. E resta alta l'allerta sui fiumi, che hanno fatto registrare portate storiche, per possibili ondate di piena. In alcune zone dell'alta Val di Parma sono caduti tra i 200 e i 300 millimetri di pioggia in 10 ore.
 Il sindaco Federico Pizzarotti, dopo diversi sopralluoghi nelle zone più colpite, ha sottolineato che «la situazione è peggiore del previsto, a causa del molto fango. Oggi ne esce una città ferita e debole. Ci sono ancora molti disagi e alcune zone sono ancora sott'acqua. Tanti hanno avuto danni ed allagamenti».
 Per questo, è stato l'invito del primo cittadino, «chi può eviti di mettersi in macchina e diamo tutti una mano a chi conosciamo».
 Piogge ed esondazioni hanno provocato seri problemi anche al comparto agricolo: secondo la Coldiretti ci sono stalle allagate, raccolti bloccati e sono a rischio le semine autunnali. Trentamila prosciutti sono stati spazzati via in un'azienda di Corniglio, alle porte di Parma, finita sott'acqua, mentre i vigneti Docg di Gavi hanno subito danni per milioni.
A causa del maltempo, afferma la Coldiretti, nei prossimi giorni il prezzo delle verdure è destinato a salire del 4%. E sulla misure che si intendono adottare per far fronte ai disagi della popolazione, il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda ha chiesto al governo di riferire in Aula mentre per il ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, «è ormai ineludibile la necessità di rivedere la pianificazione urbanistica».