SANITA'

Stamina. Lorenzin: «bocciatura senza appello». I genitori: «ennesimo atto di violenza»

Esperti: «non c'è sicurezza per i pazienti e basi per sperimentazione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3650

Stamina. Lorenzin: «bocciatura senza appello». I genitori: «ennesimo atto di violenza»

Ministro Lorenzin




ROMA. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, lo ha definito ieri «un verdetto senza possibilità di appello».
 In effetti, il parere del Comitato di esperti chiamato a stabilire se esistano o meno le condizioni per avviare una sperimentazione del metodo Stamina ideato da Davide Vannoni, non lascia dubbi: non c'è sicurezza per i pazienti, affermano gli specialisti di nomina ministeriale, e non ci sono i requisiti di base per l'avvio di una sperimentazione clinica.
Nella conclusioni del parere giunto al ministro, redatto in inglese per la presenza di membri stranieri, il Comitato boccia dunque senza mezzi termini il protocollo Vannoni che utilizza cellule staminali mesenchimali (Msc): «Le condizioni per avviare una sperimentazione con il cosiddetto metodo Stamina - si legge - con particolare riferimento alla sicurezza dei pazienti, non esistono» e «i metodi Stamina per la preparazione di Msc non sono adeguati».
 Ed ancora: «Le Msc prodotte col metodo Stamina non soddisfano i requisiti per la definizione di tali cellule come 'agenti terapeutici'».
 Su questa base, Lorenzin ha confermato che «la sperimentazione non si farà».
 Poi, riferendosi alle tante famiglie dei malati che riponevano le speranze nel protocollo Vannoni, Il ministro ha commentato che questa è «la parte più triste della vicenda» ed ha ribadito l'intenzione di «destinare i 3 mln di euro stanziati per la sperimentazione Stamina alle malattie rare».
 Quindi un riferimento a Vannoni: «E' un imprenditore, e come tale legittimamente può fare ricorso a tutti gli strumenti che ci sono per tutelare i suoi interessi. Il mio interesse è tutelare la salute dei pazienti».
 Ma se dal punto di vista «sanitario e scientifico la questione è chiusa», come ha sentenziato il ministro, resta tuttavia ancora aperta una spinosa 'partita' politica.
I tanti giudici che hanno autorizzato in questi mesi il metodo Stamina a vari pazienti, infatti, si sono appellati al decreto Balduzzi, o meglio alla sua conversione in legge, che prevede la possibilità di continuare il trattamento per chi lo abbia già iniziato, oltre all'avvio di una sperimentazione.
Considerando ciò, ha avvertito oggi Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali civili di Brescia, dove erano in trattamento i pazienti, «serve un intervento legislativo» perché «la vicenda non è ancora chiusa».
 Di ciò è consapevole la stessa Lorenzin, che ha annunciato come «la via è quella della soppressione del decreto Balduzzi», auspicando anche che «il nuovo Csm apra una fase di riflessione sul rapporto tra giustizia e scienza».
 Un invito accolto con favore da Balduzzi, neo-eletto componente del Csm, il quale precisa tuttavia come il decreto che porta il suo cognome sia «cosa diversa dalla legge uscita dal Parlamento».
 L'altra medaglia della vicenda resta però quella delle famiglie: «I nostri governanti cercano di salvare immigrati dal mare ma, di contro, stanno di fatto buttando a mare mio figlio», ha scritto la madre di Daniele Tortorelli, un bambino di 7 anni di Matera affetto dalla malattia di Niemann-Pick e curato a Brescia fino allo stop dell'autorità giudiziaria. E se Vannoni ha già annunciato un nuovo intervento al Tar, il vice di Stamina, Marino Andolina, afferma che ora potrebbe esserci la possibilità di effettuare il trattamento all'estero: il Paese 'candidato' è l'Albania.
«E' l'ennesimo atto di violenza verso i bambini e i malati, per di più effettuato contro la legge. La legge sulla sperimentazione, infatti, dice che il comitato scientifico non deve dare un giudizio, ma organizzare la sperimentazione e raccogliere dati».

 Così Giampaolo Carrer, papà della piccola Celeste, una delle bimbe simbolo di Stamina e portavoce del Comitato Cure compassionevoli che riunisce i genitori dei bambini che hanno effettuato le infusioni secondo il metodo Stamina a Brescia, commenta la notizia della bocciatura della terapia di Davide Vannoni da parte del secondo comitato scientifico nominato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
«I nostri malati non avrebbero potuto comunque accedere alla sperimentazione perché già in trattamento a Brescia in regime di cure compassionevoli- aggiunge Carrer- ora il ministro dice che vuole sopprimere la legge Balduzzi e mi chiedo se in un paese civile si possa sopprimere una legge».
«Lorenzin ci esprime vicinanza, ma di fatto nessuno è venuto a vedere i bambini» sottolinea il papà di Celeste, che si chiede: «per mia figlia e per gli altri bambini e malati, che alternative ci sono?».
«Il ministro ha detto che destinerà i tre milioni di euro stanziati per la sperimentazione di Stamina alla sperimentazione sulle malattie rare, ma questa promessa mi pare un po' troppo vaga- aggiunge Caterina Ceccuti,la mamma di Sofia De Barros- ci deve dire quali progetti finanzierà e per quali malattie. Inoltre, per chi è già malato come i nostri figli, ci aspettiamo un impegno almeno a livello di terapie palliative, per lenire le sofferenze».
«Se Vannoni andrà all'estero non tutti potranno seguirlo- conclude -Sofia ad esempio non può affrontare un viaggio in aereo e come lei molti altri».