AMBIENTE

Carcassa capodoglio a Polignano: forse era nel gruppo Vasto

Lungo 6 metri, cause del decesso ancora oscure

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1592

Carcassa capodoglio a Polignano: forse era nel gruppo Vasto




POLIGNANO A MARE. La carcassa di un capodoglio in avanzato stato di decomposizione si è incagliata sugli scogli di Polignano a Mare, provincia di Bari, nella zona del porto turistico di San Vito.
Solo parte della carcassa è affiorata, il resto si trova in acqua. L’animale potrebbe fare parte del gruppo di sette capodogli che si è arenato sulla spiaggia di Vasto il 12 settembre scorso a Vasto.
L’animale era lungo circa 6 metri. Sul posto sono intervenuti gli attivisti del Centro di recupero tartarughe marine di Molfetta, personale medico veterinario dell’Asl, militari della Capitaneria di Porto di Monopoli.
Si tratta dunque di uno di quegli esemplari che due settimane fa era riuscito a prendere il largo? Questa è l'ipotesi avanzata da alcuni esperti che stanno esaminando i resti. Secondo il responsabile del centro tartarughe marine di Molfetta, Pasquale Salvemini, al momento è difficile conoscere le cause della morte. Molto probabilmente domani sarà compiuta l'autopsia. 

Salvemini ricorda che nel caso dei capodogli spiaggiati a Vasto, le cause della morte furono individuate negli effetti provocati dalle tecniche invasive di ricerca di petrolio nei fondali in Adriatico come l'air-gun che producono un rumore fortissimo che spaventa e disorienta non solo i capodogli ma i cetacei in genere. Questo trauma porta i cetacei ad una riemersione troppo rapida con conseguente permanenza di gas nei vasi sanguigni per una mancata decompressione.
Salvemini denuncia, inoltre, lo spiaggiamento di decine di tartarughe negli ultimi giorni lungo tutta la costa adriatica (Monopoli, Molfetta, Barletta, Margherita). La carcassa del capodoglio, dice, é senza dubbio l' ennesimo campanello d' allarme che il mare ci sta dando.
Un allarme che secondo gli ambientalisti va compreso prima che sia troppo tardi. L’associazione Nuovo Senso Civico di Lanciano richiama alla memoria quello che è successo qualche giorno fa in Sicilia, a Milazzo, con l’esplosione di una raffineria. «Se accadesse, come già successo, in mare, sarebbe peggio ancora», denunciano dall’associazione. «Se poi leggiamo le sconcertanti dichiarazioni di Federpetroli cominciano a tremarci i polsi. Secondo loro non vi sono situazioni dannose per l’ambiente e l’aria circostante. Ma come fanno a dirlo? Fidarsi di queste persone sarebbe da pazzi: sono quelli che hanno esultato con lo "Sblocca Italia" di Renzi».