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Csm, Legnini lascia il Governo ed entra a palazzo dei Marescialli

Martedì il voto per la vice presidenza. La spunterà l’abruzzese?

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Csm, Legnini lascia il Governo ed entra a palazzo dei Marescialli

Legnini e Napolitano



ABRUZZO. Ieri pomeriggio, al Quirinale, c’è stato l'insediamento ufficiale del nuovo Consiglio Superiore della Magistratura, con un discorso del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Il nuovo Csm, ha sottolineato il presidente, «dovrà restituire efficienza, efficacia ed economicità ad una macchina giudiziaria lenta e caotica, il cui funzionamento è largamente insoddisfacente».
Giovanni Legnini, candidato vice presidente in pectore, in mattinata aveva lasciato il Ministero dell’Economia, dopo un incontro con il ministro Padoan, i vice ministri e i sottosegretari.
«Sono stati mesi molto intensi e fruttuosi», ha detto l’abruzzese che si prepara a ricoprire uno degli incarichi più prestigiosi come quello della vice presidenza. Ma nulla è ancora scritto. Martedì prossimo ci sarà infatti la seduta del Plenum del Csm per l'elezione del vice presidente e solo in quella occasione Legnini avrà la certezza della sua elezione. Il voto degli 8 laici, visto anche il primo plebiscito, appare scontato e va tutto nella direzione del parlamentare abruzzese che negli ultimi due anni ha guidato prima il sottosegretariato all’Editoria e poi quello all’Economia. 

Ma tra 5 giorni sarà determinante il voto di 16 togati e del primo presidente e al Pg della Cassazione che con il Capo dello Stato sono membri di diritto del plenum. Lo scoglio da superare, per alcuni dei magistrati votanti, pare sia il fatto che per la prima volta un vicepresidente arrivi direttamente da un incarico di governo. Cosa mai accaduta prima.
Alla vice presidenza del Csm non correrà più Giuseppe Fanfani (Pd), ex sindaco di Arezzo, che si è ritirato mentre Renato Balduzzi (Scelta civica) non ha ancora detto no. Intanto dopo 10 anni di attività Parlamentare Legnini ha rassegnato le sue dimissioni dalla Camera dei Deputati. Al suo posto sarebbe dovuto entrare Giovanni Lolli, primo dei non eletti e già due volte parlamentare.
Una possibilità a lungo sperata dall’aquilano che fino ad un anno fa aveva lavorato alacremente ad un suo ritorno in Parlamento. Il Pd pensò anche alle dimissioni anticipate di Legnini poi non se ne fece più nulla.

Oggi però le cose sono diverse e lo scenario è cambiato totalmente tanto che Lolli, virtualmente con un piede a Montecitorio, rinuncerà al ruolo di deputato. La scorsa primavera, infatti, il presidente Luciano D’Alfonso lo ha voluto al suo fianco (unico assessore esterno non eletto) come vice presidente della giunta e oggi l’aquilano è intenzionato a continuare il lavoro intrapreso.
A questo punto porte aperte al secondo dei non eletti, ovvero il renziano Gianluca Fusilli, 45 anni, già consigliere comunale a Pescara e fedelissimo di D’Alfonso. Sarà lui ad aggiungersi agli altri deputati abruzzesi del Pd Vittoria D’Incecco, Tony Castricone.