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Carichieti, la Fondazione riflette

Nei prossimi giorni una presa di contatto, poi le decisioni

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Carichieti, la Fondazione riflette

Pasquale Di Frischia (Fondazione)




CHIETI. «Il Cda della Fondazione Carichieti ha esaminato e valutato il commissariamento venutosi a determinare ed alla fine è prevalsa la tesi di raccogliersi in una fase di attesa e di riflessione su quanto accaduto».
 C’è, dunque, fiducia nelle capacità tecniche e professionali del commissario Riccardo Sora e nel «senso di giustizia» di Bankitalia per salvaguardare la Carichieti. Si è concluso con questo ramoscello d’ulivo il primo impatto ufficiale della Fondazione (proprietaria dell’80% di Carichieti, l’altro 20 è di Banca Intesa) con il provvedimento di Bankitalia che la scorsa settimana ha decapitato i vertici della Cassa di risparmio, insediando al suo posto un commissario e tre vice. In realtà, nel mondo ovattato delle banche, nessuno si aspettava sfracelli, anche perché la Fondazione – citata nel provvedimento di commissariamento come una delle criticità rilevate – si muove per gradi e al gioco d’attacco alla Zeman preferisce la manovre avvolgenti che partono sulle ali per poi convergere al centro e puntare al gol. 

Detto in altre parole sembra che al di là del linguaggio da ritiro spirituale, «raccogliersi in una fase di attesa e di riflessione» significa che per il momento la Fondazione studierà i documenti, salvo poi decidere se accettarli o contestarli in tutto o in parte a tutela della sua funzione di tutela dei soci, ma anche delle sue attività culturali e sociali. Per il momento è previsto un incontro di cortesia con il commissario Sora, che è slittato «per motivi contingenti», e che sarà una presa di contatto personale e non tecnica. Ma in sostanza la Fondazione sembra preoccupata per le terapie che Bankitalia metterà in campo.
C’è anche  il rischio che il paziente Carichieti non riesca a sopportarle, di qui la fiducia nelle «capacità tecniche e professionali del commissario Sora» che dovrà ben valutare i costi/benefici della cura da somministrare. Anche perché dalle dosi delle svalutazioni dei crediti inesigibili e dalla loro gradualità dipende la capacità di sopravvivenza della Cassa di risparmio.

Sebastiano Calella