DISTRAZIONI

Carichieti, ora fioccano esposti ma la politica tace

Preoccupazione sul futuro dell’economia locale. L’Adusbef cerca risposte e va in procura

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Carichieti, ora fioccano esposti ma la politica tace

ABRUZZO. Ora il silenzio tombale e la discrezione che hanno caratterizzato da sempre il marchio di fabbrica della CariChieti rischia di ritorcersi contro.
Anche se le informazioni circa gli addebiti contestati da Banca d’Italia aumentano di giorno in giorno, sono molti i lati oscuri che faticano a schiarirsi su moltissimi aspetti della gestione della banca abruzzese.
Così iniziano a circolare le voci più disparate sul perché ed il percome si sia arrivati fin qui, su meccanismi e logiche che hanno animato la gestione da sempre, i sindacati che si erano accorti di tutto ma hanno detto poco, forze oscure che si agitano sullo sfondo e “autisti” di cui non si può parlare...
In questo contesto piuttosto agitato del dopo commissariamento di CariChieti, arriva l’Adusbef capeggiata da Elio Lannutti che invia un esposto alle procure abruzzesi per chiedere di fare luce su un commissariamento che non convince e che l’associazione dei consumatori non vorrebbe essere «teleguidato» come quello che azzoppò il Banco di Napoli.
Perché anche all’Adusbef non tornano i conti, nel senso che la nuova gestione aveva segnato a bilancio i risultati positivi di un risanamento avviato dal 2011 che lentamente ma progressivamente stava lasciandosi dietro gli errori del passato.
Se allora il nuovo management stava facendo il possibile come si spiega la misura interdittiva del commissariamento di Bankitalia?

LANNUTTI:«COMMISSARIAMENTO SOSPETTO»
Adusbef esaminando il bilancio 2013 di Carichieti, ha riscontrato un aumento della raccolta diretta, di ricavi da intermediazione e rettifiche, l’abrogazione di 83 milioni di crediti “non performing”, ossia di difficile riscossione concessi tra il 2008 ed il 2010 dalla vecchia gestione, che richiesero l'ispezione della Banca d'Italia iniziata nei primi mesi del 2011.
Oltre l’opera di pulizia dei conti, nel bilancio 2013 si erano registrati impieghi netti per 2.065 milioni, una raccolta diretta di quasi il 10% in più (9,7% con un volume maggiore di 230 milioni) una riduzione dei costi ed un aumento della redditività, portando il “core tier 1”, cioè l’indicatore primario di solidità della banca all'8,70% (dall'8,54 del 2012), a fronte di un requisito minimale dell’8%.
«Una gestione seria ed oculata del credito e del risparmio», commenta il presidente Elio Lannutti, «da parte di una banca 'ben patrimonializzata che non presenta problemi di liquidità' - come affermato da Riccardo Sora, ex Bankitalia- uno dei commissari appena insediato- tale da riscattare la dissennata precedente che doveva indurre Bankitalia a premiare gli sforzi dei vertici bancari, invece di commissariarla. Poiché la misura interdittiva fa riferimento all'articolo 70, comma 1, lett. a) del Testo Unico Bancario per irregolarità amministrative e non di problemi patrimoniali, Adusbef, rifiutandosi di credere che Bankitalia abbia commissariato Carichieti perché “guidata da un autista”, nell’invitare il vecchio Cda commissariato ad impugnare l'assurda decisione davanti al TAR competente, ha chiesto alle Procure di fare piena luce su una decisione arbitraria ed oscura come al solito del governatore di Bankitalia Visco, che non fa onore all'obbligo di trasparenza e correttezza, alla quale tutta la pubblica amministrazione (Banca d'Italia compresa) deve rispettare».
Intanto la preoccupazione è lecita per il futuro della banca e soprattutto dell’economia del territorio che in una banca locale ha il suo fulcro.

CNA: «LA POLITICA ACCENDA I RIFLETTORI»
La Cna provinciale di Chieti invita la politica «ad accendere i riflettori su questo caso, affinché l’Abruzzo non diventi definitivamente “terra di conquista” di banche extra regionali».
Nella nota, l’associazione presieduta da Savino Saraceni e diretta da Letizia Scastiglia, si legge che «ora, con la decisione di Bankitalia, esiste il fondato timore che anche questa positiva anomalia finisca per essere cancellata, che l’Abruzzo divenga terra di conquista di banche lontane con il cuore e con la mente. Con rischi evidenti per quel che riguarda l’attenzione verso il nostro territorio, e soprattutto la realtà delle piccole e medie imprese, le più sofferenti per le restrizioni del credito. Una realtà nei confronti della quale, sin qui, va detto, Carichieti aveva invece mostrato grande interesse e attenzione».
A confermare i timori della confederazione artigiana sul futuro del sistema bancario nel Chietino, oltretutto, vengono in soccorso sia i dati sull’erogazione del credito nel territorio della provincia («In due anni, tra il 2012 e il 2013, secondo il Centro studi regionale, sono venuti a mancare nel Chietino ben 279 milioni di euro destinati al mondo dell’impresa, in una provincia che è la più forte d’Abruzzo sul piano produttivo»), sia gli esempi legati alle altre banche oggetto recente delle modifiche al pacchetto societario seguite al commissariamento, come la Tercas o la Caripe, «dove la restrizione del credito erogato alle imprese è forte».
Secondo Confartigianato Chieti «il commissariamento di Carichieti è ben differente dal commissariamento decretato per altri istituti di credito come Caripe e Tercas. Questo perchè i problemi contestati sono legati alla governance della Banca -precisa Daniele Giangiulli, direttore generale di Confartigianato Imprese Chieti e Confartigianato Imprese Abruzzo- e non alla solidità della banca stessa. Il commissario svolga il suo lavoro con tranquillità e prenda tutto il tempo di cui necessita per fare chiarezza e soprattutto per dare trasparenza sull’operato della banca stessa, nell’interesse di tutti i clienti che hanno diritto, al pari della Regione tutta, di conoscere la verità».

La Confesercenti per bocca del direttore, Enzo Giammarino sostiene che «se i riflettori della Banca d’Italia si sono accesi su alcune operazioni di grandi importi, la verità è che a pagare il prezzo più alto della probabile chiusura dei rubinetti saranno le piccole imprese, che in Carichieti avevano uno dei pochi punti di riferimento per la concessione di fidi e finanziamenti necessari per affrontare la crisi. Per questo è indispensabile che ora nessuno si tiri indietro».
«È evidente che ogni sforzo delle istituzioni va indirizzato al salvataggio del ruolo di Carichieti come banca di riferimento d’Abruzzo», aggiunge Giammarino, «facciamo in modo che il risanamento della banca non corrisponda ad una vendita sbrigativa. Siamo certi che il commissario Sora avrà tutto l’interesse sia a stringere i tempi del commissariamento sia a rafforzare la partnership con il sistema dei confidi, l’unico in grado di attenuare la stretta creditizia che minaccia ulteriormente le imprese».