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Sanità: «corruzione costa allo Stato 6 miliardi»

Bevere (Agenas), «realizzare percorsi prevenzione fenomeno»

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Sanità: «corruzione costa allo Stato 6 miliardi»




ROMA. Sei miliardi di euro, sottratti alle cure dei malati, che aggiunti a sprechi e inefficienze farebbero raggiungere facilmente la cifra di oltre 23 miliardi di euro.
Questo, secondo il Libro bianco 2014 di Ispe-Sanità (l'Istituto per la promozione dell'etica in sanità) il costo stimato della corruzione nella sanità italiana. Se n'è parlato oggi a un summit organizzato a Roma da Tranparency International Italia, Ispe Sanità e Riscc (Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità).
«In Italia la corruzione, prima ancora di essere un fenomeno criminale, è un fenomeno culturale ed è legato ad una ripetizione generale, costante ed uniforme di determinati comportamenti in determinate circostanze. Ed in sanità la corruzione si è eretta spesso a regola non scritta, a consuetudine, entrando a pieno titolo, in alcune realtà sanitarie, tra le pratiche normali di vita quotidiana ed è stata interpretata come strumento per il superamento di ostacoli burocratici e temporali», ha spiegato Francesco Bevere, direttore generale dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).
«Se è vero che la politica di contrasto alla corruzione e all'illegalità non può fare a meno di un adeguato e comunque dissuasivo sistema di repressione dei singoli episodi di malaffare, è altrettanto vero che devono essere realizzati percorsi mirati alla prevenzione del fenomeno - ha aggiunto Bevere - e questo sarà possibile grazie all'attivazione di specifici sistemi di allerta idonei a monitorare l'efficienza gestionale delle aziende sanitarie e dei singoli sistemi sanitari regionali, ma anche a scongiurare la realizzazione di comportamenti illeciti».
Insomma, «come ha sottolineato anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - ha concluso - questo sistema non ha una finalità ispettiva né repressiva; vogliamo 'giocare d'anticipò e porre in essere tutti quegli accorgimenti che ci permettono di mettere a fuoco le aree a rischio e prevenire comportamenti illeciti».