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Capodogli spiaggiati a Vasto, M5S chiede spiegazioni al Ministero dell’Ambiente

«Cosa farete per limitare i danni?»

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Capodogli spiaggiati a Vasto, M5S chiede spiegazioni al Ministero dell’Ambiente




ABRUZZO. Quali sono state le forme di prospezione nel mare Adriatico realizzate nei 4 mesi antecedenti all’arenamento dei capodogli?
Esistono progetti di ricerca di idrocarburi o altri interventi in via di autorizzazione che utilizzano modalità di indagine note per interagire con la fauna marina e che interessano il Mare Adriatico? Cosà farà per limitare i danni prodotti dalle attività legate alle prospezioni dei fondali?
Sono queste le domande che i deputati del Movimento 5 Stelle hanno avanzato in una interrogazione al Ministero dell’Ambiente che nelle prossime settimane dovrà rispondere.
Gli interrogativi vengono posti alla luce di quello che è accaduto venerdì scorso a pochi metri dalla riva della spiaggia di Punta Penna, nella riserva di Punta Aderci di Vasto: si sono arenati sette capodogli.
Grazie all’azione della Capitaneria di Porto, del servizio veterinario della Asl provinciale di Chieti, della Protezione civile e di centinaia di volontari, quattro dei sette cetacei arenati hanno ripreso il largo nel mare, mentre altri tre sono deceduti. Nonostante ciò , secondo gli esperti, la possibilità di sopravvivenza dei capodogli superstiti è minima. 

Già da subito si è individuata tra le probabili cause che hanno portato i cetacei a spiaggiarsi, il disorientamento dovuto a fattori non naturali tra cui l’uso in zona di sonar militari, di tecnologie legate alle ricerche di idrocarburi e di prospezione dei fondali sottomarini per la posa di cavi elettrici.
«Una delle tecnologie maggiormente utilizzate per la prospezione dei fondali marini e per l’individuazione dei giacimenti di idrocarburi è l’airgun», ricordano i deputati nell’interrogazione.
«L’airgun è una tecnologia che si basa sulla produzione di segnali acustici attraverso l’uso di sorgenti artificiali. In particolare, si ritiene che i cetacei che fanno uso di suoni a bassa frequenza per le loro comunicazioni siano la categoria più esposta a rischi in quanto capaci di percepire maggiormente i suoni prodotti dagli airgun. I capodogli sono ritenuti specialisti delle basse frequenze con la migliore sensibilità dell’udito al di sotto di 3 kHz (Ketten, 2000)».
Ma i grillini fanno notare che ci sono anche altre metodiche di indagine in mare che possono interagire negativamente sulla fauna marina come il sonar multi-beam. «Nei mesi di giugno – settembre risultano operanti nel mare Adriatico, sulla base del posizionamento satellitare (dati del traffico marittimo) e delle ordinanze delle capitanerie di Porto diverse navi attrezzate per l'utilizzo di queste metodologie come, a mero titolo di esempio, la OGS Explora, la Franklin, la Argo. Considerate la strumentazione a bordo, questi battelli ed eventualmente altri battelli potrebbero aver utilizzato tecniche di indagine che possono interagire con gli organismi marini». Sarà il Ministero a dover chiarire.