CORRUZIONE

Expo Milano 2015, «corruzione e turbativa d’asta». Indagato l’aquilano Antonio Acerbo

L’indagine è coordinata dalla procura di Milano

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1822

Expo Milano 2015, «corruzione e turbativa d’asta». Indagato l’aquilano Antonio Acerbo

Acerbo




MILANO. La Gdf di Milano, nell'ambito dell'inchiesta dei pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, ha effettuato perquisizioni a carico di Antonio Acerbo, 65 anni, aquilano, commissario delegato di Expo 2015 in relazione al progetto 'Vie d' acqua', ora indagato per corruzione e turbativa d'asta.
Da anni lavora al Comune di Milano passando da dirigente del settore tecnico a direttore generale, si è laureato in ingegneria civile nel 1974 all'università de L'Aquila con 110 ed ha iniziato la sua carriera lavorando alla fine degli anni '70 in alcune società edili tra cui Euromercato spa, Soidem spa (gruppo Fininvest), Tecnimont.
Nel 2005 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l'onorificenza di Grande Ufficiale per i meriti conseguiti nel restauro del Teatro della Scala, l'anno dopo ha vinto l'Ambrogino d'oro.    
Nella medesima inchiesta ci sarebbero anche altri indagati. Perquisizioni sono in corso a carico di persone ritenute ''strumenti'' e intermediari della presunta corruzione.

Nell'ambito delle indagini in corso nel procedimento penale dei pm Gittardi e D'Alessio, spiega un comunicato stampa del procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, «nella giornata odierna sono state eseguite» dalla sezione pg della Guardia di Finanza «perquisizioni nei luoghi in disponibilità dell'indagato.
Acerbo è accusato di turbativa d'asta, commesso a Milano «fino al 10 luglio 2013» e corruzione, commesso in Milano «fino al 10 luglio 2013».
Acerbo è commissario delegato di Expo per le opere infrastrutturali (oltre che responsabile unico per il procedimento di Padiglione Italia) e l'inchiesta, come si legge sempre nella nota, è relativa al progetto ''via delle acque'' per l'Esposizione Universale. 

I magistrati hanno ordinato «l'esibizione degli atti e dei documenti» relativi al progetto in questione ''presso Expo Spa e Metropolitana Milanese Spa''.
Come riporta il Corriere il subcommissario sarebbe stato corrotto dall’imprenditore Enrico Maltauro (il gruppo ha lavorato anche nella ricostruzione aquilana
e ha proposto il progetto del nuovo ospedale di Chieti) attraverso degli intermediari perché favorisse la sua azienda nell’assegnazione dell’appalto «Via delle acque». È indagato in quanto responsabile del procedimento e presidente della commissione aggiudicatrice. La gara d’appalto per il progetto delle «vie d’acqua», che è poi stato sospeso, era stata vinta dalla società Maltauro, commissariata per questo motivo.
L'indagine è una tranche dell'inchiesta che lo scorso maggio ha portato agli arresti, tra gli altri, di Gianstefano Frigerio, Luigi Grillo e Primo Greganti. Inchiesta relativa ad una serie di irregolarità negli appalti di Expo, Sogim e della sanità lombarda e che avrebbe accertato la presenza della cosiddetta ''cupola degli appalti''