CAMBIO PELLE

Enti pubblici. Conto alla rovescia per l’elezione città metropolitane e province

Voto tra 28/9 e 12/10, 986 i nuovi amministratori di secondo livello

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ROMA.  E' partito il conto alla rovescia per l'elezione dei consigli metropolitani e delle nuove Province. Per le prime la presentazione delle liste dei candidati, secondo quanto fissato dalla circolare 32/14 del Ministero dell'Interno, è stata prevista entro il 20/mo giorno precedente le votazioni e per le seconde entro il 40/mo.
Tutto ciò inevitabilmente ha dato vita a un fitto gioco di alleanze tra i vari gruppi consiliari, ancora in via di definizione in molte realtà, che va a sommarsi a una delle novità della legge 56 di riforma degli enti locali, vale a dire il voto di secondo livello, che esclude i cittadini conferendo la scelta a coloro che sono già stati eletti (i sindaci), che saranno chiamati ad eleggere i consigli metropolitani di 8 città metropolitane - Milano, Bologna, Genova, Firenze e Bari, che andranno alle urne il 28 settembre, Roma, 5 ottobre, e Torino e Napoli il 12 ottobre - e i presidenti e i consigli di 64 province (per i quali le urne saranno aperte nella maggior parte dei casi il 12 ottobre).

CITTA' METROPOLITANE - Il sindaco metropolitano sarà di diritto il primo cittadino del comune capoluogo (condizione che vale sempre a meno di modifiche stabilite per statuto); sono eleggibili come consigliere metropolitano i sindaci e i consiglieri comunali in carica. Il consiglio metropolitano sarà composto da: sindaco metropolitano, 24 consiglieri nelle città metropolitane con popolazione residente superiore a 3 milioni di abitanti (Roma, Milano, Napoli); oppure da 18 (nelle realtà con popolazione residente superiore a 800mila e inferiore o pari a 3 milioni di abitanti (Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari). Quattordici infine nelle altre (Reggio Calabria).
I termini per la presentazione delle liste di candidati al Consiglio metropolitano sono stati fissati tra il 19 e il 13 settembre, nel caso in cui si vota il 28 settembre, e tra il 23 e il 27 settembre se si va alle urne il 12 ottobre. Otto giorni prima della votazione le liste definitive dei candidati al consiglio metropolitano sono pubblicate sul sito internet della Provincia (entro il 20 settembre se si vota il 28 settembre o entro il 4 ottobre nel caso del 12 ottobre). 

PROVINCE - Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica, nonché, limitatamente alle prime elezioni, i consiglieri provinciali uscenti. Il Consiglio dura in carica 2 anni. Sono eleggibili a presidente della Provincia i sindaci della provincia il cui mandato scada non prima di 18 mesi dallo svolgimento delle elezioni e, in sede di prima applicazione, anche i consiglieri provinciali uscenti. Il Presidente dura in carica 4 anni. Eleggono il presidente e il consiglio provinciale, i sindaci e i consiglieri dei comuni della provincia. Le date per la presentazione delle liste dei candidati sono state fissate al 7 settembre, in caso di voto il 28 settembre, e al 21 settembre nel caso del 12 ottobre. Il profilo di innovazione che contempla, entro il 2015, la nascita delle città metropolitane e delle nuove province di area vasta, prevede anche un drastico taglio dei nuovi amministratori, che alla fine saranno in tutto 986, anziché 2.500, distribuiti tra 162 consiglieri metropolitani, 64 presidenti di provincia e 760 consiglieri provinciali.

La legge prevede l'introduzione del VOTO PONDERATO, ogni elettore cioè esprimerà una scelta che sarà proporzionale al numero di cittadini che il consigliere comunale e il sindaco rappresentano nell'ambito del comune di appartenenza. Per l'elezione del Consiglio metropolitano e del Consiglio provinciale la legge introduce, oltre al voto ponderato, un voto di lista, con la possibilità per l'elettore di esprimere un voto di preferenza per uno dei candidati compreso nella lista.
Da ultimo sulla nascita delle Città metropolitane grava la situazione finanziaria delle Province, già oggetto di una due diligence elaborata da Upi, Mef e Viminale e dalla quale è emerso, tra l'altro, che 33 Province dovranno aprire la procedura di pre-dissesto. Sempre oggi in sede di Conferenza Unificata è stato raggiunto l'accordo sullo schema di dpcm che definirà il trasferimento di beni, risorse e funzioni dalle Province alle Città metropolitane.
Tuttavia, ha avvertito il presidente Anci Piero Fassino, «adesso il confronto con il governo deve portare rapidamente all'individuazione e alla quantificazione delle risorse necessarie a far decollare nel migliore dei modi le Città metropolitane».