UNDER PRESSION

Imu, Tari, Tasi, scadenze e tappe forzate: Comuni in ritardo

Prime rate il 16 ottobre. Entro il 10 settembre i Comuni devono approvare delibere

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1914

Imu, Tari, Tasi, scadenze e tappe forzate: Comuni in ritardo




ROMA.  La trafila delle scadenze fiscali che riguardano i Comuni con la Iuc, l'Imposta unica comunale, è densa di appuntamenti da qui a dicembre.
A cominciare già da questo mese di settembre, nel quale verranno poste le basi per il pagamento della Tasi, la Tassa sui servizi indivisibili.
 Ma, nel complesso, non tutto sembra filare liscio, visto che a stare al sito del Ministero delle Finanze solo una parte degli 8mila comuni italiani ha comunicato finora le delibere riguardanti il complesso della Iuc, vale a dire Imu (poco più di 3.200), Tari (quasi 3mila) e Tasi (oltre 4.500). Per quest'ultimo tributo ad esempio nelle scorse ore si è levato il richiamo di Valeriano Canepari, coordinatore della consulta dei centri di assistenza fiscale, che ha ricordato come entro il 10 settembre i comuni italiani dovranno approvare e inviare alle Finanze le delibere Tasi, «ma purtroppo sono ancora pochi quelli che lo hanno già fatto».
Pochissimi mesi fa, precisamente il 9 giugno, un decreto legge (il numero 88) ha sì fissato al 10 settembre l'invio delle deliberazioni dei Comuni al Portale del federalismo fiscale, ma allo stesso tempo ha previsto in caso di ritardo il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 dicembre.
In questo caso applicando l'aliquota base dell'1 per mille, rispettando però il limite complessivo, nella somma con l'Imu, del 10,6 per mille. Quindi la quota di Tasi che dovrà pagare l'occupante dell'immobile potrà essere pari al 10% dell'ammontare complessivo del tributo (rispetto, in altra ipotesi, a una forbice compresa tra il 10 e il 30%).
Tuttavia è anche bene ricordare che sul capitolo Tasi una buona parte di Comuni - quelli in sostanza che non sono stati interessati dal turno amministrativo di primavera - è riuscita a deliberare l'aliquota entro il 23 maggio, dando la possibilità ai cittadini di quei municipi di pagare l'acconto 2014 a giugno. Nulla di invariato invece per l'Imu, a cui dovranno far fronte i cittadini proprietari di abitazioni con categoria A1 (dimore di tipo signorile), A8 (ville), A9 (castelli e palazzi di pregio artistico o storico) e per tutti gli immobili diversi dalle abitazioni principali.
In questo caso la prima rata è stata versata il 16 giugno e il saldo dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre. Infine per la Tari (tassa sui rifiuti) le norme hanno previsto il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 giugno (salvo diverse scadenze decise dai Comuni), consentendolo tuttavia anche in due rate con scadenza semestrale. Ma in questo caso si deve attendere il modello precompilato di pagamento del Comune (quindi con bollettino, ma il pagamento potrà essere effettuato anche con il modello F24), che ha l'ultima parola su scadenze, pagamento, aliquote e detrazioni.