SANITA'

Medici. Obbligo assicurativo per 80mila liberi professionisti

Bianco (Fnomceo), rinviare scadenza 15 agosto

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Medici. Obbligo assicurativo per 80mila liberi professionisti


ROMA. I medici dipendenti del Ssn non dovranno farla ma «il prossimo 15 agosto, escludendo i convenzionati, ci sono tra gli 80 e i 100 mila tra medici e odontoiatri che operano in regime di libera professione che saranno obbligati a stipulare una polizza assicurativa. Bisogna intervenire».
 Il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) e senatore Pd, Amedeo Bianco torna dopo la nota di ieri della Federazione sull'argomento obbligo assicurativo e delle misure contenute nel Dl Pa in conversione di legge alla Camera.
Il Dl 90/2014 ha eliminato l'obbligo per i medici dipendenti del Ssn di stipulare una polizza assicurativa, ed ora in fase di conversione in commissione Affari costituzionali della Camera è stato anche approvato un emendamento che obbliga tutte le strutture pubbliche e private ad assicurarsi (in ogni caso le strutture non copriranno le polizze per colpa grave dei professionisti).

Ma a prescindere da tutto ciò «a meno di proroghe dell'ultim'ora - sottolinea Bianco - l'obbligo ad assicurarsi per i medici e gli odontoiatri che operano in libera professione scatterà. Il tutto senza che sia stato emanato il Dpr previsto dalla Legge Balduzzi e in attesa di una riforma di tutta la normativa riguardante il tema della responsabilità professionale. Se non s'interverrà si rischia di lasciare soli, senza regole e in un mercato delle polizze dai costi altissimi, migliaia di liberi professionisti».
 La norma che prevede l'obbligo assicurativo per i professionisti è stata introdotta dalla legge n.148/2011 (ultimo Governo Berlusconi). In questi anni, oltre alle proroghe della misura specifica, è intervenuta la legge Balduzzi (n.189/2012) che proprio per andare incontro alle difficoltà di sistema (alto costo polizze e numero denunce in aumento) ha disciplinato in parte la materia della responsabilità professionale in ambito sanitario prevedendo tra l'altro l'emanazione di un regolamento che definisse i requisiti minimi per le polizze e avviasse il fondo di solidarietà per le categorie più esposte.
Il Tavolo tecnico (Ministeri, Ordini professionali, Assicurazioni e Sindacati) che doveva definire nello specifico le misure si è però arenato. Al contempo, in Parlamento vi sono una decina di disegni di legge pronti sul tema più ampio della responsabilità professionale in ambito sanitario. Ma, ad oggi, ancora niente è cambiato.
«Non abbiamo nulla in contrario all'obbligo assicurativo - commenta il segretario della Fimmg, Giacomo Milillo - ma crediamo che una proroga sia necessaria perché tutto il sistema non è normato».

 Medesimo auspicio arriva anche dai ginecologi dell'Aogoi.
«Siamo soddisfatti delle ultime misure contenute nel Dl Pa in conversione - sottolinea il presidente dell'Associazione, Vito Trojano - ma auspichiamo una proroga dell'obbligo perché prima occorre assolutamente definire a 360 gradi tutta la materia e ci auguriamo che ciò avvenga entro l'anno».