IL FATTO

Pannella, stop a sciopero della fame: «i medici pensano abbia un tumore»

Sospensione di 24-36 ore poi riprenderà la protesta

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Pannella, stop a sciopero della fame: «i medici pensano abbia un tumore»




ROMA. Il leader dei Radicali, Marco Pannella, ha annunciato di avere sospeso «per 24-36 ore» lo sciopero della fame e della sete iniziato insieme a 200 cittadini italiani per i diritti di cura nelle carceri.
Lo ha annunciato lui stesso a Radio Radicale. «Per fiducia nel collegio dei collegi ho accettato di sospendere lo sciopero della fame e della sete per 24-36 ore. So per esperienza che basta un giorno, un giorno e mezzo di interruzione perché il corpo reagisca».
Poi ripartirà con la protesta. Sabato l’invito dei medici dalla Clinica Pio XI dove era arrivato per una serie di accertamenti: interrompa lo sciopero della fame, gli era stato chiesto. «L'ipotesi è che si tratti di un fatto tumorale. Tutti sanno che c'è una gamma articolata e diversa di fenomeni, si tratta di capire quale» ha annunciato Pannella a Radio Radicale.
Il politico teramano, come si legge nel bollettino della clinica, è stato sottoposto ad una serie di accertamenti, tra i quali un esame bioptico, per definire la natura di un processo espansivo polmonare». I medici curanti sono in attesa dell'esito completo di tali accertamenti per poter stabilire gli opportuni provvedimenti terapeutici. «Nonostante un evidente stato di denutrizione testimoniato da un peso di 75 kg, durante la degenza ha continuato il digiuno totale per cibi solidi e liquidi. I sanitari - conclude il bollettino - ritengono assolutamente necessario sospendere immediatamente il digiuno, onde evitare che una ulteriore, inevitabile compromissione dello stato generale di salute renda inattuabili tali decisioni»
Per il risultato si prevede un'attesa dai nove ai dieci giorni. Pannella, insieme a 200 cittadini italiani, aveva deciso di smettere di mangiare e bere per fermare le morti in carcere e garantire le cure necessarie ai detenuti malati.
Da Teramo mercoledì si è aggiunto alla lotta nonviolenta, con una sciopero della fame Ariberto Grifoni, il quale insieme a Vincenzo di Nanna ha indirizzato una lettera ai presidenti, consiglieri e assessori della Regione Abruzzo con una richiesta: «aderite anche voi a questa lotta».