AMBIENTE

Bonifiche, Tar boccia sonoramente il Ministero dell'Ambiente sui declassamenti Sin e Sir

Forum acqua: «ridare al Saline-Alento il livello di Sito nazionale».

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2158

Bonifiche, Tar boccia sonoramente il Ministero dell'Ambiente sui declassamenti Sin e Sir







ROMA. Il Ministero dell'Ambiente rimedia una sonora bocciatura davanti al Tar Lazio sull'operazione di declassamento dei Siti nazionali di bonifica avvenuta nel 2013.
Il Ministero, sulla base delle valutazioni dei suoi dirigenti e funzionari, prendendo spunto da una modifica al Decreto legislativo 152/2006 riguardante i criteri per l'individuazione dei Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (le aree più inquinate del paese), ne avevano declassati ben 18 siti su 57, trasformandoli in Siti di Interesse Regionale.
«Un'operazione realizzata in sordina», denuncia il Forum dei Movimenti per l’acqua, «senza alcun coinvolgimento delle comunità (tranne le regioni a cui il Ministero aveva dato pochi giorni di tempo per esprimersi) ma dalla portata enorme, visto che i funzionari e i dirigenti del Ministero considerarono degna di declassamento anche il sito abruzzese del Saline-Alento».
La Regione Lazio, il comune di Ceccano e, con intervento "ad adiuvandum", l'associazione "Rete per la Tutela della Valle del Sacco Onlus" hanno proposto un ricorso sul declassamento del sito "Valle del Sacco" che ora il Tar del Lazio ha accolto pienamente.
Per il Coordinamento Nazionale Siti Contaminati, per il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e per la Rete Stop Biocidio Lazio si tratta di una sentenza importantissima per i risvolti che dovrebbe avere a livello nazionale.
«Le motivazioni alla base dell'accoglimento del ricorso sul SIN Valle del Sacco», commentano dal Forum, «rappresentano una pesantissima censura sull'intera operazione portata avanti dal Ministero dell'Ambiente per sollevarsi dalle proprie responsabilità dopo un decennio di sostanziale inazione rispetto al risanamento dei SIN e, più in generale, rispetto allo stato di inquinamento di moltissime aree del paese».
I giudici del Tar infatti, ritengono che, rispetto all'applicazione dei nuovi criteri per il riconoscimento (o l'esclusione) delle aree "il ragionamento del Ministero è erroneo in radice" e che "la norma applicata sembra anzi ampliare (piuttosto che restringere) le fattispecie dei territori potenzialmente rientranti nell’ambito dei siti di interesse nazionale...".
Infatti il Ministero aveva inteso che un'area per essere classificata quale SIN dovesse soddisfare contemporaneamente tutti i criteri del Decreto. Scrivono i giudici del Tar Lazio "Il testo normativo non autorizza, in effetti, ad avviso del Collegio, una lettura tale da indurre a considerare, per la qualificazione di SIN, la presenza di tutte le circostanze cui l’art. 252 comma 2 predetto fa riferimento.....Si tratta, in altre parole, di criteri che variamente combinati devono (o possono) portare l’Amministrazione a riconoscere quella grave situazione di compromissione e di rischio ambientali tale da implicare (a prescindere dalle cause che l’hanno determinata) il superiore interesse nazionale".
«Purtroppo», ricordano dal Forum abruzzese, «la Regione Abruzzo e gli enti locali regionali non proposero ricorso contro il declassamento del SIN Saline-Alento che per ora, quindi, rimane di carattere regionale. Sulla base dei principi dettati dal Tar Lazio al Ministro Galletti e alla Regione Abruzzo il Forum abruzzese dei Movimenti per l'Acqua chiede di riesaminare l'intera operazione di riclassificazione del SIN Saline-Alento alla luce dei contenuti della sentenza del Tar Lazio, nonché di procedere alla valutazione dell'efficacia del lavoro svolto in questi anni dagli uffici ministeriali preposti».