LA SENTENZA

Falsari della marmellata, condannati due pescaresi

Nel 2008 la Forestale scoprì la contraffazione della merce

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Falsari della marmellata, condannati due pescaresi





ASIAGO. Accusati di contraffazione di marchio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci due persone sono state condannate dal tribunale di Vicenza a 1 anno e tre mesi ciascuno di reclusione e duemila euro ciascuno di multa.
La coppia, di cui non sono state rese note le generalità e che operava in provincia di Pescara, è stata scoperta nel 2008 con le mani nella marmellata dal Corpo forestale dello Stato unitamente all"Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi.
I due avrebbero prodotto e commercializzato anche negli Stati Uniti una marmellata confezionata in realtà dalla società vicentina 'Rigoni' di Asiago.
I falsari della marmellata avrebbero usato anche i codici identificativi per il mercato “biologico” della stessa società. Le indagini della Forestale consentirono di sequestrare gran parte del prodotto contraffatto ovvero 400.000 vasetti di marmellata inviati negli Stati Uniti in 20 container.
La contraffazione avveniva con l’utilizzo di falsi marchi relativi sia alla società che alle certificazioni biologica e kosher, con un danno per mancata vendita, a carico della “Rigoni di Asiago Spa”, proprietaria del marchio “Fiordifrutta” utilizzato per l’illecito, di almeno 1 milione di euro.
Alla società il tribunale ha riconosciuto un risarcimento per danno morale di 200 mila euro.
La Rigoni si era accorta che nel mercato statunitense, dove i prodotti della società di Asiago sono quanto mai apprezzati, giravano marmellate biologiche con il suo marchio ma che non erano state prodotte sull'Altopiano.

La forestale scoprì che le marmellate venivano commercializzate da una ditta pescarese, in concorso con un’altra ditta registrata negli Stati Uniti, che ne commissionava la produzione a due aziende situate in Provincia di Campobasso e di Verona
Il titolare della ditta pescarese provvedeva ad apporre illecitamente sulle confezioni di marmellata, risultata comunque biologica dalle analisi effettuate, il marchio “Fiordifrutta”, di proprietà della Rigoni e i marchi “Usda Organic” (l’equivalente Usa per la dicitura “da agricoltura biologica”) e la certificazione “Star-K-Kosher” che certifica il prodotto “kasher”, ovvero prodotto secondo i dettami della religione ebraica.
L’operato della ditta pescarese è stato segnalato anche agli uffici competenti del Ministero delle Politiche Agricole, che ha provveduto a far escludere la ditta dal circuito della certificazione biologica. Il medesimo provvedimento lo hanno adottato anche le autorità americane. La ditta abruzzese, fra l'altro, avrebbe venduto marmellate di qualità simile, ma inferiore a quelle di Asiago, perchè avrebbero utilizzato succo d'uva anzichè succo di mele, che è più pregiato.