PETROLIO

Trivelle: associazione potesta, «nuovo rischio per costa molisana»

LiberaTermoli, nuova minaccia, ministero e provincia sono favorevoli

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2157

Trivelle: associazione potesta, «nuovo rischio per costa molisana»





TERMOLI. «Ci ritroviamo nuovamente sotto la minaccia della ricerca petrolifera. Questo non è accettabile».
Protesta Paolo Marinucci, consigliere comunale di "LiberaTermoli" sul nuovo rischio di trivellazioni nel mare Adriatico, al confine della costa termolese. Il permesso per le indagini ispettive e la ricerca di idrocarburi è quasi alle battute finali.
La Provincia di Campobasso ed il Ministero per l'Ambiente sono favorevoli. «Il Ministero dello Sviluppo Economico lancia la palla al Comune di Termoli che, secondo la nuova norma, deve rilasciare il parere essendo l'ente locale posto in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività» ha dichiarato Paolo Marinucci che, ricorda, come il Consiglio Comunale di Termoli, con delibera numero 29 del 20 marzo 2012, aveva approvato all'unanimità l'Odg sulla: "salvaguardia dell'Adriatico e del territorio termolese dall'estrazione di idrocarburi" nella quale si esprimeva ferma contrarietà a qualsiasi operazione di ricerca ed estrazione in zona.
«Dobbiamo dire basta a questa logica di sopruso e di "prostituzione" ambientale ed economica del nostro territorio da parte di multinazionali e società che sanno solo prendere e impiantare business a loro favorevoli - ha proseguito Marinucci -. Il nostro territorio e il nostro mare hanno bisogno di essere difesi con "le unghie e con i denti". Non possiamo abbandonarli nelle mani di chi ha un'unica missione: il profitto a tutti i costi». Sulla problematica, Marinucci ha presentato una interrogazione al Sindaco con la quale chiede: «come si porrà l'amministrazione per contrastare questo scempio».
Intanto in Abruzzo è corsa contro il tempo per la presentazione delle osservazioni a Ombrina Mare. Il tempo per presentarle scade il 29 luglio. Nei giorni scorsi la Regione ha organizzato una riunione tecnica per la predisposizione dei documenti.
«La situazione» ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente Mario prosegue Mazzocca «non è delle migliori. E non solo per l’entrata in campo dell’istituzione regionale, se non tardiva, comunque in piena 'zona Cesarini', ma anche e soprattutto per la posizione del governo sul progetto in questione».