GIUSTIZIA AGLI SGOCCIOLI

Soppressione Tar Pescara, mobilitazione generale per salvare la sede distaccata

Bocciato emendamento del M5S che scongiurava soppressione

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Soppressione Tar Pescara, mobilitazione generale per salvare la sede distaccata




PESCARA. Mobilitazione generale per scongiurare la soppressione della sezione distaccata del Tar di Pescara. Scendono in campo e sul piede di guerra tutte le categorie che in qualche modo vedono cancellare un diritto o quanto meno reso di gran lunga più oneroso e difficolto.
A sensibilizzare Renzi ed il governatore d'Abruzzo scendono in campo anche i sindaci di Lanciano e Vasto i cui residenti dall'estrema propagine della regione devono ad oggi recarsi a Pescara per i ricorsi amministrativi. Con la riforma dovranno allungare di circa 100 chilometri fino a L'Aquila.
Ad inizio settimana il deputato Fabrizio Di Stefano ha presentato un emendamento per contrastare il decreto legge (non ancora definitivo) firmato qualche settimana fa dal Governo Renzi e che prevede che dal 1° ottobre prossimo vengano cancellate tutte le sedi periferiche dei tribunali amministrativi. Tra questa anche quella di Pescara.
L'emendamento proposto dal deputato di centrodestra prevede la non chiusura delle sezioni che per l'anno 2013 hanno ottenuto un saldo positivo tra il versamento del contributo unificato e il budget di spesa annuale e che per gli anni 2014 e 2015 abbiano rispettato il suddetto saldo.
Ieri un nuovo emendamento è stato annunciato anche dai deputati del Pd Vittoria D’Incecco e Antonio Castricone che spiegano: «considerando anche la condizione ancora emergenziale in cui versa la città dell'Aquila, crediamo che la chiusura della sede di Pescara porterebbe ai cittadini solo un protrarsi dei tempi di attesa e di risoluzione di tutte le pratiche riguardanti la giustizia amministrativa».
E sempre nella giornata di ieri il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, (avvocato di professione), ha partecipato all’assemblea degli avvocati che aveva all’ordine del giorno proprio la discussione sulla chiusura del Tar Abruzzo. Il sindaco ha già inviato, insieme al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, una lettera sia al Ministro per la Semplificazione amministrativa, Marianna Madia che all’onorevole Emanuele Fiano, referente del provvedimento.

Nella lettera si specifica che la sezione pescarese è la più virtuosa fra i Tar nazionali, perché vede un tasso di riduzione degli arretrati pari al 64%, un numero di ricorsi decisi di gran lunga superiore a quelli introitati (678 andati a decisione su 150 immissioni). «Un valore numerico a cui si associa un’importanza strategica sia politica che sociale per la comunità», sottolinea il primo citatdino.
«E’ bene porsi il problema della razionalizzazione», spiega Alessandrini, «ma ritengo che sia necessario considerare anche le peculiarità che una scelta drastica ha sul locale, nonché le ricadute in termini di organizzazione di uffici e lavoro, insieme ad una oculata analisi di costi e benefici nei confronti dei cittadini che deriva da dette scelte».

Intanto gli avvocati hanno annunciato che si asterranno per 8 giorni dal 22 luglio.

«DUBBIA COSTITUZIONALITA’»
Sul piede di guerra anche l’Ordine di Chieti investito in pieno dal taglio: «soltanto nella provincia di Chieti vi sono ben 104 Comuni», sottolineano i legali, «con la inevitabile conseguenza che i cittadini e le imprese che vorranno agire nei confronti di un atto della Pubblica amministrazione subiranno un notevole incremento di costi con inevitabile ricaduta in termini di effettività della tutela giurisdizionale nei confronti dei provvedimenti della pubblica amministrazione».
Secondo gli avvocati, inoltre, l’iniziativa sarebbe di dubbia costituzionalità per l’ipotizzato ricorso al decreto legge, «non compatibile con la materia non sussistendo affatto i presupposti della decretazione d’urgenza». Oltretutto, fanno notare, la soppressione è ricompresa in un decreto legge ‘omnibus’ relativo a settori disparati. «La misura della soppressione, inoltre, è stata assunta senza alcun approfondimento e consultazioni che avrebbero condotto a diverse valutazioni e determinazioni».
In queste ore si sono mobilitati anche i presidenti della Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, che hanno scritto direttamente al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. La lettera e' stata inviata per conoscenza anche al presidente della Regione Abruzzo e ai sindaci dei Comuni di Pescara e Chieti. «La sezione pescarese ha spese molto limitate», sottolineano Testa e Di Giuseppantonio, «e il costo effettivo di questa sezione diventerebbe, al contrario, un problema se trasferito sul capoluogo di regione perche' comporterebbe un oneroso reperimento di nuovi locali».

CONFCOMMERCIO: «PRONTI A SOSTENERE AVVOCATI»
Anche la Confcommercio annuncia di essere in prima linea nella battaglia. «Capiamo le ragioni della spending review del Governo Renzi», spiega il presidente Ezio Ardizzi, «ma siamo pronti a sostenere gli avvocati ed i magistrati nelle loro azioni a difesa del TAR Pescara e lo facciamo nella convinzione che il disagio che dovrà sopportare l’avvocatura o la magistratura pescarese è comunque minore del disagio e delle maggiori spese che dovranno sopportare i cittadini e gli imprenditori di Pescara e zone limitrofe qualora fossero costretti ad inoltrare un ricorso al TAR L’Aquila».
Ardizzi lancia un appello al Sottosegretario Giovanni Legnini, al Presidente della Giunta
Regionale Luciano D’Alfonso ed al Sindaco di Pescara Marco Alessandrini affinchè «affrontino con decisione e tempestività il problema e facciano “squadra” per far capire con argomentazioni convincenti al Governo che chiudere il TAR Pescara sarebbe una follia ed un grave danno per l’Abruzzo».
«Bisognerebbe far capire a Roma», commenta Antonio Blasioli, presidente del Consiglio comunale, «che questa riorganizzazione rappresenterebbe un grave errore, senza considerare che, nell’ottica di voler ottimizzare le risorse, non avrebbe alcun senso chiudere una sezione distaccata che risulta essere fra le più attive d’Italia, con incassi nettamente superiori alle spese, come è stato ben messo in evidenza dai sindacati che sono intervenuti nei giorni scorsi».

INTANTO PERO’ A ROMA PDL E PD VOTANO PER LA SOPPRESSIONE
Intanto a Roma il Movimento 5 Stelle, con un emendamento a prima firma di Andrea Colletti, ha chiesto di eliminare dal decreto-legge sulla PA del Governo Renzi la disposizione che prevede la soppressione delle sezioni distaccate dei TAR, fra cui quella di Pescara.
«In Commissione Giustizia, nonostante gli annunci a livello locale di tutte le forze politiche, soltanto il Movimento 5 Stelle e Sel hanno votato contro il parere della maggioranza a favore della soppressione del TAR di Pescara», denuncia Colletti. «I cittadini devono sapere che il PD e Forza Italia - denuncia Colletti - dicono una cosa, ma poi votano tutt'altro».
«La chiusura della sede distaccata diPescara - aggiunge Colletti - creerà costi ulteriori per i cittadini pescaresi. Questa generale soppressione è l'ennesimo tampone frettoloso a dei problemi strutturali che andrebbero affrontati con maggiore serietà, per non andare a pregiudicare ulteriormente il diritto alla giustizia dei cittadini».
INTANTO PERO’ A ROMA PDL E PD VOTANO PER LA SOPPRESSIONE

Intanto a Roma il Movimento 5 Stelle, con un emendamento a prima firma di Andrea Colletti, ha chiesto di eliminare dal decreto-legge sulla PA del Governo Renzi la disposizione che prevede la soppressione delle sezioni distaccate dei TAR, fra cui quella di Pescara.«In Commissione Giustizia, nonostante gli annunci a livello locale di tutte le forze politiche, soltanto il Movimento 5 Stelle e Sel hanno votato contro il parere della maggioranza a favore della soppressione del TAR di Pescara», denuncia Colletti. «I cittadini devono sapere che il PD e Forza Italia - denuncia Colletti - dicono una cosa, ma poi votano tutt'altro».«La chiusura della sede distaccata diPescara - aggiunge Colletti - creerà costi ulteriori per i cittadini pescaresi. Questa generale soppressione è l'ennesimo tampone frettoloso a dei problemi strutturali che andrebbero affrontati con maggiore serietà, per non andare a pregiudicare ulteriormente il diritto alla giustizia dei cittadini».