ARCHEOLOGIA

Trovato in Molise dente da latte uomo Neanderthal

E' di un bambino di circa sei anni, trovato a Isernia

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Trovato in Molise dente da latte uomo Neanderthal




ISERNIA. Il dente da latte di un bambino di Homo heidelbergensis vissuto 600.000 anni fa è il resto umano più antico mai trovato in Italia.
E' stato ritrovato nel sito paleolitico 'La Pineta' di Isernia, spiega una nota dalla Direzione regionale Beni Culturali e Paesaggistici, dopo una campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici del Molise e dall'Università di Ferrara, sotto la direzione scientifica di Carlo Peretto, dell'UniFerrara.
Il ritrovamento del sito risale a oltre 30 anni fa e fino ad oggi erano emerse tracce del passaggio dell'uomo, ma non erano mai stati trovati resti umani.
«Il dente è un primo incisivo superiore sinistro da latte di un bambino deceduto all'età di circa 5-6 anni», si legge nella nota, e «mostra caratteristiche particolari, che non si ritrovano negli altri reperti rinvenuti in Europa, seppur riconducibili ad un ampio contesto cronologico. Da questi si discosta perché più gracile e meno bombato».
Nella nota si rileva che «il reperto rinvenuto viene attribuito a Homo heidelbergensis, antenato dell'Uomo di Neanderthal, sulla base delle sue caratteristiche, per le sue dimensioni e per la sua età cronologica. L'olotipo di Homo heidelbergenis è rappresentato dalla mandibola rinvenuta a Mauer in Germania con una attribuzione cronologica di circa 600 mila anni fa». La scoperta è definita «straordinaria» perché «consente di fare luce sulla variabilità di Homo heidelbergensis, che sembra essere molto pronunciata, e di sottolineare la peculiarità dei resti umani italiani più recenti, che mostrano spesso una persistenza di caratteri arcaici se confrontati al resto dell'Europa».
La Direzione regionale dei Beni Culturali sottolinea «il ritrovamento umano a La Pineta porta un arricchimento notevole al giacimento, già noto per la complessità delle archeosuperficie esplorate in questi anni, per la ricchezza dei reperti faunistici, per l'articolata produzione di reperti in selce e per le evidenze connesse con le strategie di sussistenza in un ambiente di 600.000 anni fa».