AMBIENTE E RIFIUTI

Discarica Bussi, i Vescovi: «custodire il creato, il male fatto venga riparato»

L’appello: «urgente bonifica integrale che risani l’ambiente»

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Discarica Bussi, i Vescovi: «custodire il creato, il male fatto venga riparato»




BUSSI. Anche i vescovi di Abruzzo e Molise prendono una posizione sulla situazione dell’area industriale di Bussi sul Tirino in provincia di Pescara.
La zona da decenni è vittima di contaminazione ambientale tanto da essere definita “la più grande discarica di rifiuti chimici di tutta Europa”. Mentre la bonifica stenta a partire si studiano metodi, più o meno ingegnosi, per cercare di ripulire l’area. Poi c’è il versante giudiziario. Il processo è in corso e si attende la sentenza di primo grado.
«Come Pastori della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana, per amore alla nostra gente e alle future generazioni, non possiamo restare indifferenti rispetto ai problemi che riguardano strettamente la parte di terra che ci è stata affidata», dicono i vescovi dai quali arriva anche un invito alla bonifica.
«L’inquinamento in Val Pescara ha provocato gravi danni all’ambiente e a molte persone e continuerà a provocarne se non si pone riparo con una bonifica integrale, che risani l’ambiente», denunciano i vescovi.
Sempre loro ricordano che anche Papa Francesco nella catechesi del 21 maggio 2014 ha sottolineato la necessità di custodire il creato: “Dobbiamo custodire il creato perché è un dono che il Signore ci ha dato, è il regalo di Dio a noi; noi siamo custodi del creato. Quando noi sfruttiamo il creato, distruggiamo il segno dell’amore di Dio. Distruggere il creato è dire a Dio: “non mi piace. …E questo non è buono: ecco il peccato…Dio perdona sempre, noi uomini perdoniamo alcune volte, ma il creato non perdona mai e se tu non lo custodisci lui ti distruggerà”.
«Queste parole», insistono i vescovi, «chiare e profonde richiamano la responsabilità morale di tutti, in particolare chi ha inquinato ed è tenuto a riparare, ecco perché facendoci portavoce delle popolazioni che continuamente si rivolgono a noi, chiediamo che il male fatto, in modo particolare quello della Val Pescara, venga riparato. Dove è stata accumulata la ferita dell’inquinamento, ci sia la riparazione con una bonifica integrale. Questa sarà il segno che è dovuto come giustizia e apertura di speranza. Il Signore, risvegli i cuori al senso di responsabilità e conceda un futuro alla nostra terra perché essa possa restare per tutti casa abitabile, spazio di vita per le generazioni presenti e future».