ARRESTO

Furto centro commerciale Ascoli: in manette un pescarese

Tra arrestati anche una guardia giurata e un addetto sicurezza Centro

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3640

Furto centro commerciale Ascoli: in manette un pescarese





ASCOLI PICENO. La sera del 10 giugno 2013, poco dopo mezzanotte, due persone con in testa caschi da motociclista entrarono nel locale in cui era custodita la cassaforte del centro commerciale Al Battente di Ascoli Piceno e, dopo aver aperto la serranda e disattivato l'allarme, aprirono la cassaforte e rubarono 85.000 euro.
 A distanza di un anno la squadra mobile della questura di Ascoli ha arrestato cinque persone per ordine del gip di Ascoli Giuliana Filippello, a conclusione delle indagini coordinate dal pm Umberto Monti.
Fra gli arrestati anche una guardia giurata e un addetto alla sicurezza del centro commerciale, che avrebbe fornito le chiavi grazie alle quali l'assalto venne compiuto in pochi secondi. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa dal capo della squadra mobile Roberto Di Benedetto.
Custodia cautelare in carcere per Osvaldo Mancini, 63 anni, di Pescara e Graziano Candelori, 58 anni, di Macerata; arresti domiciliari per Alessandro Cellini, 57 anni, di Ascoli, Ginesio Sagripanti, 37 anni, ascolano e per Bruno Frattari, 65 anni di Macerata.

«IL PESCARESE ESECUTORE MATERIALE»
Mancini e Caldelori avrebbero eseguito materialmente il furto, Frattari avrebbe invece organizzato, insieme agli altri, i particolari e le modalità operative del furto, eseguendo sopralluoghi anche con apparecchiature di ripresa visiva per monitorare i transiti degli addetti alla sicurezza del centro commerciale, servendosi di una vecchia bicicletta su cui era stata installata una microtelecamera.
Cellini, sempre secondo l'accusa, si era occupato di mettere in contatto una guardia giurata con gli altri componenti della banda.
«Fin dalle prime indagini - ha detto Di Benedetto - è emerso chiaramente che alcuni componenti del sodalizio possedevano una non comune abilità e una capacità tecnica e organizzativa altamente professionale, scaturita, per loro stessa ammissione, dalla pregressa appartenenza alle famigerate bande Viccei e Battestini, gruppi malavitosi che a cavallo tra la fine degli anni 70 e gli anni 80, si erano resi responsabili di efferati eventi criminosi nelle regioni marchigiane e abruzzesi».
Nel gruppo erano entrati a far parte la guardia giurata, Frattari (il cui compito, la sera del furto, era quello di ritardare l'intervento nel caso fosse scattato l'allarme) e l'addetto alla sicurezza, Sagripanti, che aveva il compito di consegnare le chiavi.