IL VIAGGIO

Papa Francesco sabato in Molise, viaggio in emergenza-lavoro

A Campobasso, Castelpetroso, Isernia vedrà anche poveri e detenuti

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Papa Francesco sabato in Molise, viaggio in emergenza-lavoro



CITTA' DEL VATICANO. Sarà soprattutto l'"emergenza lavoro", che interessa la regione ma più in generale tutto il Mezzogiorno, l'argomento-cardine della visita che papa Francesco compirà questo sabato in Molise, la quinta in Italia del suo pontificato a sole due settimane dal viaggio a Cassano allo Jonio, in Calabria.
Un altro sopralluogo in una realtà periferica della Penisola, dove il Pontefice sceglie di essere vicino alle fasce bisognose di attenzione: oltre al mondo del lavoro, colpito da un grave declino industriale, nelle tre tappe di Campobasso, Castelpetroso e Isernia il "Papa della gente" incontrerà i malati, i poveri, i giovani, i detenuti.
Mentre nella regione fervono i preparativi dell'ultim'ora per un appuntamento attesissimo (l'ultimo Papa in visita è stato Giovanni Paolo II, due volte, nel 1983 a Termoli e nel 1995 a Campobasso e Agnone) il programma della visita pastorale, limato fino ai giorni scorsi, abbraccia un densissimo arco di eventi, sia sul piano religioso che su quello civile e sociale, con in tutto cinque discorsi del Pontefice in una sola giornata. Ancora una volta, nonostante le voci sulle sue condizioni di salute e sulla stanchezza accumulata, Bergoglio si sottoporrà a un altro tour-de-force, in più a temperature non certo di assoluto relax.
Il Papa arriverà in elicottero alle 8.45 all'Università del Molise, dove subito, alle 9.00, incontrerà nell'Aula Magna il mondo del lavoro e dell'industria. Quindi alle 10.30 all'ex stadio Romagnoli, la messa, dove sono attese non meno di 25 mila persone (150 mila almeno nelle varie tappe della giornata).
Alle 12.30 nella cattedrale il Pontefice saluterà gli ammalati, per andare poi a pranzo nella "Casa degli Angeli" con i poveri assistiti dalla Caritas. Nel primo pomeriggio il trasferimento in elicottero al santuario di Castelpetroso, nel cui piazzale alle 15.15 è previsto l'incontro con i giovani di Abruzzo e Molise. Il Papa andrà poi in auto a Isernia, dove alle 16.30 visiterà il carcere e incontrerà i detenuti, alle 17.45 saluterà gli ammalati nella cattedrale e alle 18.15 incontrerà la cittadinanza in piazza con l'indizione dell'Anno giubilare Celestiniano, in memoria di Celestino V, il molisano Pietro da Morrone, il Papa del "gran rifiuto", a 800 anni dalla nascita. Quindi, alle 19.30, la partenza in elicottero per Roma.
«E' il lavoro la vera emergenza, il vero bisogno per la nostra popolazione, per la nostra regione e la nostra città», dice a Radio Vaticana il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, parlando dell'attesa dei molisani per la visita papale. 

«Ci sarà bisogno di sforzi per uscire da questa crisi che, so benissimo, non è soltanto locale - non è quindi regionale - ma è una crisi nazionale, mondiale. Tuttavia, noi piccole realtà territoriali possiamo fare molto se riusciamo a trovare intese istituzionali e se riusciamo ad uscire fuori da un'idea piccola di territorio». Battista spiega anche che «la crisi che noi stiamo attraversando ha fatto riprendere un flusso di emigrazione fuori dal Molise e spesso anche fuori dall'Italia».
 E questo, oltre a «essere da sprone per predisporsi bene all'accoglienza» degli immigrati, specie dal Nord Africa, «è anche un grido di allarme, di dolore - dice il sindaco -, per le persone e per i giovani che vanno fuori dal Molise a realizzare la propria fortuna, i propri sogni».
 Problemi sui quali l'argentino Bergoglio non mancherà di porre l'accento. Gli stessi vescovi del Molise - Giancarlo Bregantini (Campobasso-Bojano), Camillo Cibotti (Isernia-Venafro), Gianfranco De Luca (Termoli-Larino) e Domenico Angelo Scotti (Trivento) - nel loro saluto al Papa dalle colonne del quindicinale "Molisinsieme", citato dall'Osservatore Romano, spiegano che la visita è «un tesoro immenso e un'occasione di grazia per tutti. Perché la fede nella misericordia del Padre celeste ci sta aiutando ad affrontare quella crisi etica ed economica che sta impoverendo i nostri territori e che rischia di rubarci al speranza».
 Alla vigilia del suo arrivo, si sono rivolti al Pontefice anche i lavoratori di molte delle aziende in crisi del basso Molise con una lettera aperta nella quale mettono in evidenza la drammaticità della situazione, tra chiusure di attività, licenziamenti e cassa integrazione: un disagio pesante che tocca la vita di diverse migliaia di famiglie. Da qui l'appello: «Ci aiuti, Santo Padre, a stimolare i nostri amministratori regionali a fare di più per cercare soluzioni all'emergenza lavoro che sta mettendo in ginocchio il Molise, perché la cosa più importante è, come ha detto a Cagliari: 'Senza lavoro non c'è dignità'».