TECNOLOGIA

Pos obbligatorio? C’è anche il cellulare

In arrivo soluzioni smart(phone)

Redazione Pdn

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Pos obbligatorio? C’è anche il cellulare



ROMA. L'obbligo è l'incasso digitale (e tracciato), ma il vecchio e tradizionale Pos non è l'unica soluzione: il mercato ha già affrontato l'esigenza di incassare denaro in modo facile per artigiani e professionisti, direttamente con uno smartphone, e oggi anche in Italia sono già attive varie soluzioni.
Uno dei primi a capire le potenzialità del settore era stato, ancora nel 2009, il fondatore di Twitter, Jack Dorsey: il suo Square permette di accettare pagamenti con una app e un piccolo lettore magnetico che si inserisce nell'ingresso audio dello smartphone. Il sistema non è ancora attivo in Italia, dove i competitori si sfidano: sul mercato c'è M-Pos di Setefi (Intesa Sanpaolo), che offre un sistema integrato composto da app e un lettore compatto di carte che si connette via bluetooth al telefono.
 Uno dei leader del mercato europeo, presente anche in Italia, è Payleven, nata in Germania e finanziata da Rocket Internet, che opera con app e lettore di chip. Un altro attore è poi Sum Up, che funziona sia con il lettore di carte che con una semplice verifica via sms: il cliente deve cliccare direttamente sul telefono per confermare il pagamento.
Ancora, ci sono le funzionalità mobile di CartaSi, e le offerte di svariate startup italiane, da Jusp a Wallet-E. Il settore è in fermento: secondo l'Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano la fetta dei Pos mobile varrà 2-3 miliardi di euro nel 2016.
E' tutto il mercato del commercio elettronico a crescere in doppia o tripla cifra: l'Osservatorio eCommerce Netcomm presentato a maggio indica che nel 2014 il comparto varrà 13,2 miliardi, con il mobile commerce a un miliardo in crescita del 289% rispetto al 2013.