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Editoria: Lotti firma decreto per fondo straordinario: 120 mln in due anni

«Provvedimento innovativo»

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Editoria: Lotti firma decreto per fondo straordinario: 120 mln in due anni

Luca Lotti




ROMA. Il sottosegretario Luca Lotti ha firmato il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri in attuazione dell’articolo 1 (comma 261) della legge 27 dicembre 2013 n. 147 recante l’istituzione del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per il triennio 2014-2016, che ammonta a 120 milioni di euro.
Il decreto disciplina i criteri e le modalità di concessione e erogazione per l’anno 2014 delle risorse del Fondo (per un ammontare di circa 45 milioni di euro) destinate a incentivi agli investimenti in innovazione tecnologia e digitale, incentivi all'assunzione di giornalisti, misure di sostegno ai programmi di ristrutturazione aziendale che prevedano una revisione dell’organico con il ricorso ai prepensionamenti, parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali.
«Questa firma - ha sottolineato Lotti - è il punto di arrivo di un lavoro durato diverse settimane: siamo di fronte a un provvedimento che definirei innovativo. Abbiamo puntato innanzitutto al sostegno della nuova occupazione, passaggio fondamentale per dare nuova energia a un settore oggettivamente in crisi. Con il decreto si prevedono infatti sgravi fiscali al 100% per 36 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, al 50% per le assunzioni a tempo determinato e ulteriori incentivi per la trasformazione del tempo determinato in indeterminato che a quel punto avrà sgravi retroattivi. Si prevede anche l’obbligo di trasformare il 20% dei contratti a tempo determinato in indeterminato, pena lo stop all'erogazione dei contributi».
«Inoltre - ha proseguito -, a fronte di un importante contributo per i prepensionamenti alle aziende editoriali, abbiamo inserito una norma che obbliga ad avere almeno una assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. E ancora un’altra norma che impedisce a chi va in prepensionamento di avere in seguito un rapporto di lavoro dipendente o autonomo con l’azienda che ha ricevuto il contributo del Fondo. Sottolineo anche che l’erogazione dei contributi è preclusa a chi non rispetta le direttive previste nell’accordo sull’Equo Compenso e a quelle aziende che per la durata delle misure finanziate introducono bonus o premi non legati alla dinamica retributiva stabilita, e collegati a risparmi sul costo del lavoro giornalistico, in favore dei propri dirigenti».
Il sottosegretario ha inoltre spiegato che «una parte minima del Fondo viene destinata agli ammortizzatori sociali, a condizione che vi sia un intervento almeno di pari ammontare da parte delle imprese editoriali». «Sono poi particolarmente soddisfatto per la misura sull’innovazione tecnologica - ha detto ancora Lotti - attraverso la quale da una parte sarà possibile concedere una garanzia per chi investe in innovazione tecnologica e digitale, dall'altra premiare le migliori start up. Una misura questa allargata anche all'editoria libraria».