LA LEGGE C'E' MA NON SI VEDE

Ancora poca trasparenza e molta corruzione: l’Authority bacchetta gli enti

Ancora tanta strada da fare: documenti mancanti, frazionati e informazioni difficili da reperire

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Ancora poca trasparenza e molta corruzione: l’Authority bacchetta gli enti




ROMA.  «Criticità in termini di completezza e di qualità dei contenuti» e «diffuse carenze».
 Si fa presto a dire trasparenza: la realtà è più complessa. Gli esiti delle verifiche condotte dall'Autorità Anticorruzione (Anac) sui siti istituzionali dei grandi Comuni e dei ministeri fanno emergere, infatti, lacune nei rapporti predisposti dagli enti in relazione agli obblighi imposti per legge alle pubbliche amministrazioni. L'attività di vigilanza condotta dall'Anac negli ultimi mesi sui grandi comuni e i rapporti inviati dagli enti con le loro osservazioni, hanno indotto l'Autorità Anticorruzione a svolgere un'ulteriore verifica a fine maggio focalizzata sui soli obblighi di pubblicazione relativi ai pagamenti, alla società partecipate, alle tipologie di procedimento e all'accesso civico.
I riscontri di tali controlli sono contenuti nelle lettere, firmate dal presidente dell'Authority, Raffaele Cantone, inviate il 12 giugno a tutti i soggetti interessati: sindaci, responsabili della trasparenza e della prevenzione della corruzione dei singoli Comuni, nucleo di valutazione interno all'ente, responsabili dei ministeri. E la fotografia che ne esce è un indizio non trascurabile dei passi ancora da fare su questo terreno.
Il Comune di Milano, come quello di Torino, hanno pubblicato dati incompleti sulle società partecipate: in particolare mancano i compensi di alcuni degli amministratori delle società, quelli che l'ente non ha nominato direttamente.
 Lo stesso vale per Firenze, dove tra l'altro «i dati relativi alle società partecipate sono difficilmente fruibili in quanto la pubblicazione degli stessi è frazionata in tre distinti documenti».

 Quanto al Comune di Palermo, nessuna traccia dei risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi di Amia spa, la fallita società di smaltimento rifiuti, né degli incarichi di amministratore della società e relativi compensi. Trieste non specifica le funzioni che le partecipate svolgono in favore dell'amministrazione comunale né gli incarichi di tutti gli amministratori.
Il Comune di Bari non ha pubblicato i dati relativi agli amministratori delle società di cui detiene quote di minoranza e al loro trattamento economico e risulta incompleta anche l'informazione sui pagamenti perché manca la data prevista di saldo comunicata ai creditori e in alcuni casi la data di emissione della fattura. Informazioni incomplete sugli emolumenti degli amministratori delle società partecipate anche per il Comune di Bologna, che inoltre, come quello di Reggio Calabria, non ha messo on line il piano triennale di prevenzione della corruzione 2014-2016. Niente dati sui pagamenti per il Comune di Cagliari, che non rende pubblici tra l'altro le indicazioni su beni immobili e gestione del patrimonio. Per quanto riguarda le partecipate, Messina omette gli oneri totali gravanti sull'amministrazione, i risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari e sono incompleti i trattamenti economici degli amministratori.
Generalizzate per tutti i Comuni, da Roma a Napoli, da Genova a Venezia, le «carenze informative» nei dati sugli organi di indirizzo politico-amministrativo, su consulenti e collaboratori, sui tempi dei procedimenti. Così come nebulosa appare spesso l'informazione sugli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici e sui beni immobili e la gestione del patrimonio.
 Informazioni incomplete anche dai ministeri dell'Interno, delle Politiche agricole, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e trasporti, del Lavoro, della Difesa, degli Esteri e della Giustizia. Sia ai grandi Comuni che ai ministeri Cantone ha quindi richiesto di completare i dati entro il 15 settembre.

CIRCOLARE MINISTERIALE SULLA TRASPARENZA by PrimaDaNoi.it