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Aumentano casi febbre Chikungunya importati in Italia

Iss, in primi mesi 2014 saliti a 10

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Aumentano casi febbre Chikungunya importati in Italia





ROMA. Aumentano i casi di febbre Chikungunya, trasmessa dalle zanzare Aedes spp, importati in Italia.
Nei primi mesi del 2014 infatti si è registrato un incremento dei casi importati segnalati dalle Regioni, rispetto agli anni precedenti, come rileva il Centro nazionale di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità dal suo sito Epicentro.
In Europa, dopo l'epidemia verificatasi in Emilia-Romagna nel 2007, non sono più stati segnalati casi autoctoni, ma solo casi importati. In Italia, se nel 2010 i casi importati erano stati 7, negli anni successivi erano calati a 2 nel 2011, 5 nel 2012, 3 nel 2013. In questi primi mesi del 2014 sono stati 10, di cui l'80% con viaggio ai Caraibi durante il periodo di incubazione della malattia.
«Questo incremento - spiega il Centro nazionale di epidemiologia - oltre ad essere legato a un miglioramento della sorveglianza epidemiologica, è anche conseguenza di una maggiore diffusione della malattia al livello globale».
Secondo quanto riportato dalla Pan American Health Organization (Paho) dell'Oms, al 6 giugno 2014, sono stati infatti segnalati focolai epidemici in 17 territori dei Caraibi e del Sud America con più di 130mila casi sospetti e 4500 confermati.
Visto l'approssimarsi dell'inizio della stagione turistica, anche verso i territori interessati dai focolai epidemici e il Brasile per i Mondiali, l'Iss raccomanda di mettere in atto tutte le possibili misure per evitare le punture di zanzara, e rivolgersi quanto prima al medico curante in caso di sintomi come esordio acuto di febbre superiore ai 38,5 gradi e dolori articolari gravi, in assenza di altre cause, soprattutto se nei 15 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi si è soggiornato in un'area con casi autoctoni di Chikungunya.