RELIGIONE

Camilliani, padre Leocir Pessini prende il posto di Renato Salvatore

Dopo l’inchiesta cambio al vertice

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Camilliani, padre Leocir Pessini prende il posto di Renato Salvatore

ROMA. Il Capitolo generale straordinario dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani) ha eletto ieri pomeriggio il 60esimo superiore generale: è padre Leocir Pessini, superiore provinciale della Provincia Brasiliana.
L’elezione è avvenuta al primo scrutinio e a larghissima maggioranza, «segno dell’unità dei Capitolari chiamati a scegliere la nuova guida dell’Ordine», commentano in una nota i camilliani.
L’Ordine nei mesi scorsi è stato sconvolto dall’arresto di padre Renato Salvatore, 58 anni, abruzzese, superiore generale dei Camilliani, che secondo le indagini, per impedire il voto a due sacerdoti dell’ordine, contrari alla sua rielezione come superiore generale dei Camilliani, avrebbe impedito loro di partecipare.
Li avrebbe fatti sequestrare e fermare per un finto controllo da parte di agenti di polizia giudiziaria proprio mentre era in corso l’elezione, il 13 maggio 2013.
Ora si volta pagina con l’arrivo di padre Leocir Pessini. Nato il 14 maggio del 1955 a Santa Catarina in Brasile, padre Pessini ha emesso la prima professione nel 1975, la professione perpetua nel 1978, ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

Laureato in Filosofia nell’ateneo “Nostra Signora Assunta” di San Paolo in Brasile e in Teologia alla Pontificia Università Salesiana di Roma, si è specializzato in Educazione clinica pastorale, Teologia Morale e Bioetica.
È vice-rettore del centro universitario “San Camillo” di San Paolo e presidente del Camillian organization, che riunisce 56 ospedali brasiliani.
Ricopre l’incarico di direttore editoriale in due riviste scientifiche e ha all’attivo diverse pubblicazioni sui temi della bioetica, della pastorale della salute e dell’umanizzazione delle cure.

Un compito di grande responsabilità attende il nuovo Superiore generale e la sua Consulta (che sarà eletta a breve): aiutare i religiosi sparsi nei 40 Paesi del mondo e la grande famiglia di San Camillo a far “ri-nascere” l’entusiasmo e la gioia di servire i malati e i poveri, come hanno fatto ininterrottamente in questi quattro secoli di vita.