RIFIUTI

Europa, l’Italia sotto accusa dalla Corte Ue per la discarica di Malagrotta

Cominciato procedimento davanti a giudici europei

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Europa, l’Italia sotto accusa dalla Corte Ue per la discarica di Malagrotta



LUSSEMBURGO.  Ha preso il via oggi alla Corte Ue il procedimento che vede sotto accusa l'Italia per la discarica di Malagrotta. La prossima tappa, dopo l'udienza odierna durante la quale sono state ascoltate le parti, sarà la sentenza, visto che non è stato ritenuto necessario il parere dell'avvocato generale, come avviene di solito.
 Nel caso in cui l'Italia venisse giudicata inadempiente, dovrà mettersi in regola con le norme comunitarie. Spetterà poi alla Commissione europea verificarne l'attuazione ed eventualmente deferire il governo di nuovo alla Corte Ue, con una seconda sentenza che potrebbe sfociare in una condanna e in sanzioni pecuniarie.
La normativa europea impone agli Stati membri di provvedere affinché siano solo i rifiuti trattati a finire in discarica. La legge Ue prevede inoltre che siano adottate misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento e per il recupero dei rifiuti urbani non differenziati. Secondo la Commissione europea le autorità italiane hanno «dato un'interpretazione restrittiva del concetto di 'sufficiente trattamento dei rifiuti' riempiendo Malagrotta a Roma e altre discariche del Lazio con rifiuti che non hanno subito il trattamento prescritto».
 Il procedimento dovrebbe chiudersi entro fine anno: le cause di inadempimento alla Corte Ue hanno una durata media di circa 16 mesi e questa è stata introdotta a giugno 2013. Per l'Italia però il capitolo rifiuti a Lussemburgo rimane aperto: le conclusioni dell'avvocato generale sul caso Campania sono attese per il 4 settembre, mentre la causa sui rifiuti pericolosi è ancora in una prima fase del procedimento.