TASSE E CAOS

Tasi: oggi prima rata in 40 comuni abruzzesi

In molti Comuni slittamento a ottobre; per seconde case anche Imu

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Tasi: oggi prima rata in 40 comuni abruzzesi




ABRUZZO. Gli italiani sono chiamati a pagare domani per la prima volta la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili che, insieme alla Tari, ha sostituito l'Imu.
Solo in parte, in realtà, perché la vecchia imposta patrimoniale resiste per seconde case, gli immobili di pregio, i negozi e gli altri fabbricati. Molti comuni non hanno indicato le aliquote e in assenza di queste delibere le prime case verseranno in autunno la prima rata, il 16 ottobre o, se ancora inadempienti, in unica soluzione a dicembre, come deciso dal Governo ai primi di giugno.
Qui la lista dei comuni Abruzzesi dove si deve pagare entro oggi.
Oggi, dunque, si pagherà la prima rata nei comuni 'virtuosi', quelli che non hanno avuto bisogno dello slittamento al 16 ottobre.
Per oltre il 50% delle famiglie l'imposta sulla casa, da pagare secondo la Uil risulterà più cara dell'Imu del 2012 e potrà corrispondere in media da 136 euro per salire, secondo le associazioni dei consumatori, a un massimo di 231 euro. Secondo i calcoli del sindacato emerge che su 180 famiglie residenti nei 45 capoluoghi che hanno pubblicato le aliquote per la Tasi, oltre il 50% (52,8%), pagherà una imposta più pesante di quanto fatto per l'Imu nel 2012.
Tra l'altro Adusbef e Federconsumatori fanno notare che le detrazioni, laddove applicate, saranno inferiori a quelle che si pagavano precedentemente con l'Imu e la nuova tassa «si attesterà nella media nazionale a 231 euro qualora sia fissata al 2,5 per mille», appunto.
Inoltre, spiegano le due associazioni, la Tasi dovrà essere pagata anche da 5 milioni di famiglie che prima, grazie alle detrazioni sulla prima casa e basse rendite catastali, non pagavano l'Imu.
In base alle ultime disposizioni si stabilisce che a decorrere dal 2015 i Comuni assicurino la massima semplificazione degli adempimenti per i contribuenti, rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati, ma per quest'anno resta un regime derogatorio così articolato
Per i Comuni che hanno già assunto la deliberazione Tasi (oltre 2.000), viene confermato l'obbligo di pagamento entro il 16 giugno 2014 sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso.
Per i Comuni che non hanno assunto le deliberazioni Tasi entro il 23 maggio, il versamento della prima rata viene posticipata al 16 ottobre 2014.

DELIBERAZIONI ENTRO IL 10 SETTEMBRE
A tal fine, i Comuni devono deliberare entro il 10 settembre le aliquote e le detrazioni.
Nel caso in cui per il 10 settembre il Comune non avesse ancora deliberato le aliquote e le detrazioni Tasi, l'imposta sarà dovuta applicando l'aliquota di base pari all'1 per mille e sarà versata in un'unica soluzione il 16 dicembre 2014.
Sempre nel caso della mancata determinazione, la Tasi dovuta dall'occupante sarà nella misura del 10 per cento dell'ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale.
Le nuove imposizione sugli immobili prevedono per le prime case una aliquota che potrà salire fino a un massimo del 3,3 per mille mentre per le seconde si potrà arrivare all'11,4 per mille complessivo. Su seconde case e tutti gli altri fabbricati - uffici, negozi, capannoni e così via - si pagano sia l'Imu sia la Tasi.

IMMOBILI DI LUSSO
Le 73mila case accatastate nelle categorie di pregio (A/1, dimore signorili; A/8, ville e A/9, castelli) continueranno a pagare l'Imu sulla prima casa, con un'aliquota massima del 6 per mille e con la sola detrazione di 200 euro, senza i 50 euro extra per ogni figlio. Su queste case si pagherà anche la Tasi, sempre con aliquota massima del 3,3 per mille, ma il totale di Imu e Tasi non potrà superare il 6,8 per mille.

IMMOBILI IN AFFITTO
Anche in questo caso si corrisponderà sia l'Imu sia la Tasi con il limite massimo dell'11,4 per mille. L'Imu verrà pagata interamente dal proprietario, mentre la Tasi peserà anche sulle spalle dell'inquilino che dovrà versarne una quota compresa tra il 10 e il 30% a seconda della delibera.

CALCOLO: la base imponibile è la stessa dell'Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l'aliquota comunale, con le eventuali detrazioni.