APPALTI E RICOSTRUZIONE

Abruzzo. Mose trema, le ditte dell’inchiesta lavorano anche a L’Aquila

Alla Coveco l’appalto per la nuova sede della Provincia

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Abruzzo. Mose trema, le ditte dell’inchiesta lavorano anche a L’Aquila




L’AQUILA. Dopo l’inchiesta Expo, anche lo scandalo giudiziario del Mose punta i riflettori su ditte che a L’Aquila gli abruzzesi hanno imparato a conoscere.
Come nel caso della Coveco di Marghera dell’imprenditore edile Franco Morbiolo arrestato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Venezia insieme ad altre 35 persone.
La cooperativa, che era impegnata nel progetto Mose per la difesa della città e della laguna dalle acque alte, nei mesi scorsi ha ottenuto nella città terremotata i lavori per la realizzazione del nuovo palazzo della Provincia di via Sant’Agostino. Si parla di un appalto di 11 milioni di euro, contestato e oggetto di un ricorso al Tar da parte della seconda ditta.
Alla Coveco, che ha presentato l’offerta in Ati insieme alla Guerrato si contesta di aver vinto con la sola offerta tecnica: infatti, prendendo il massimo (70 punti) sulla prima parte, si è piazzata in testa alla graduatoria nonostante abbia scritto nell’altra busta un prezzo di 1,6 milioni di euro in più rispetto alla seconda classificata.
E già qualche mese fa in città la stampa locale aveva ricordato che Morbiolo, intercettato per mesi dalla Guardia di finanza, aveva dimostrato di essere “uomo di mondo” (lo definì così il Corriere della Sera edizione Veneto), che «sa come funzionano gli appalti pubblici e ci mette un secondo a capire che quello ‘pilotato’ per la gara al Porto di Venezia puzza di ‘inciucio’ lontano un miglio».
Dopo gli intoppi e i ritardi dei mesi scorsi non si sa se queste ulteriori vicende giudiziarie che interessano il Veneto possano avere ripercussioni anche su L’Aquila e la ricostruzione. 

Un altro nome conosciuto in Abruzzo è però anche quello della Serenissima holding, cassaforte nella quale conferiscono numerose importanti aziende italiane tra le quali la Mantovani che è entrata nella partita della ricostruzione nelle zone terremotate dell'Aquila ma anche dell'Emilia.
La controllata Palomar srl, specializzata in impianti industriali, ha ricevuto infatti il via libera dal tribunale di Padova per rilevare in affitto un ramo d'azienda della padovana Consta, che operava in quelle zone con commesse legate al recupero e alla riqualificazione funzionale di numerosi edifici. A L’Aquila la società ha predisposto oltre 50 progetti di recupero di edifici del centro storico, danneggiato pesantemente dal sisma del 2009: opere che ora saranno portate a termine dalla Palomar.
Nell’ambito dell’inchiesta veneta la procura sostiene che «a fronte dei pagamenti», il governatore e l’assessore Chisso agevolassero il Gruppo Mantovani «nella presentazione e nell’iter burocratico relativi al project financing che le società del gruppo Serenissima Holding presentavano in Regione».
L'ex presidente di Mantovani Piergiorgio Baita, diventato la gola profonda della procura, e l'ex segretaria Claudia Minutillo raccontano la presunta "retribuzione" dei politici da parte di aziende appaltatrici: «Quando potevano gli davano dei soldi, ma si lamentavano di quanto costasse».