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Stamina caos: nuova ordinanza del tribunale e Andolina nominato commissario

Csm potrebbe aprire procedimento per possibile azione disciplinare

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Stamina caos: nuova ordinanza del tribunale e Andolina nominato commissario




ROMA. Intervenga l'Avvocatura dello Stato per fermare l'ordinanza del Tribunale di Pesaro che ha nominato il vicepresidente della Fondazione Stamina, Marino Andolina, 'commissario ad acta' per eseguire alcune infusioni presso gli Spedali Civili di Brescia.
A sollecitare l'intervento è il giudice della Corte d'Appello di Milano Amedeo Santosuosso, per il quale «l'Avvocatura dello Stato deve svolgere pienamente il suo lavoro», impugnando il provvedimento. Quest'ultimo, per Santosuosso, «è ricorribile in via d'urgenza per la revoca».
 Il giudice ha aggiunto: «vogliamo che ci siano avvocati dello Stato che facciano gli interessi dello Stato, della comunità e della scienza».
 Sulla vicenda ieri è intervenuto il Consiglio Superiore della Magistratura, disponendo la trasmissione alla prima commissione e alla procura generale della Cassazione di un fascicolo relativo alla vicenda del cosiddetto caso Stamina. Una decisione, spiega Santosuosso, che segna «l'inizio di un'azione disciplinare da parte del Csm».
 Per quanto riguarda la trasmissione del fascicolo alla procura generale, il giudice rileva che questa potrebbe portare il procuratore a intraprendere un'azione disciplinare, mentre la trasmissione del fascicolo alla prima commissione potrebbe portare al trasferimento d'ufficio dei giudici ai quali si deve il provvedimento, ritenuto abnorme.
«Per quello che se ne sa - aggiunge - la decisione del Tribunale di Pesaro è sbagliata perchè prosegue nell'ottica della decisione precedente», ossia l'accoglimento del ricorso d'urgenza da parte del Tribunale di Teramo perchè fossero somministrare le infusioni previste dal metodo Stamina a un bambino, Federico. Quei trattamenti non sono stati fatti e di qui il provvedimento che ha nominato Andolina commissario ad acta per l'esecuzione delle infusioni presso gli Spedali Civili di Brescia. «Una decisione sbagliata - commenta Santosuosso - perchè viola il principio fissato dalla Corte Costituzionale secondo il quale i medici possono fare quello che è basato sull'evidenza scientifica».

ANDOLINA COMMISSARIO A BRESCIA
Si è presentato puntuale alle 13 agli Spedali Civili di Brescia Marino Andolina, incaricato dal tribunale di Pesaro di far riprendere le infusioni di cellule staminali al piccolo Federico Mezzina di Fano, in applicazione di una ordinanza dello stesso tribunale di proseguire il protocollo Stamina.
E Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation e braccio destro del suo fondatore Davide Vannoni, e come lui indagato a Torino da Guariniello per i reati di associazione a delinquere, truffa e abuso d'ufficio, ha cercato di portare a termine il compito. Ma dopo un colloquio con il direttore generale degli Spedali di Brescia, Ezio Belleri, ha dovuto fermare tutto, attendendo un nuovo intervento del giudice che chiarisca la possibilità legale di dare ordini ai medici o di intervenire al loro posto. Una ordinanza che ha comunque acceso i riflettori del consiglio superiore della magistratura, che ha trasmesso alla prima commissione e al Pg presso la Cassazione un fascicolo sulla vicenda, preludio di una azione disciplinare nei confronti dei magistrati.
L'intervento dell'organo di autogoverno della Magistratura era stato quasi invocato dalla senatrice Elena Cattaneo: «mi domando se magistrati che ordinano di trasfondere preparati di cui essi non conoscono il contenuto, i cui consulenti tecnici spesso sono i medesimi che hanno ritrattato le diagnosi sui pazienti quando interrogati dalla procura di Torino, non possano essere oggetto di un intervento di approfondimento del Csm o del Ministro della Giustizia».
E ancora il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda: «la nomina di Andolina a commissario ad acta appare molto discutibile. La vicenda Stamina è molto seria e in passato non è stata seguita con la cautela necessaria. Andolina, infatti, oltre ad essere parte in causa nella vicenda della contestata cura, essendo vicepresidente della Stamina Foundation di Davide Vannoni, è indagato, - ricorda Zanda - proprio sul metodo Stamina, per associazione a delinquere e truffa».
 Nessun commento dal presidente del tribunale di Pesaro Mario Perfetti. L'ordinanza, del 3 giugno scorso e immediatamente esecutiva, riguarda solo il caso del piccolo Federico Mezzina di Fano, il bimbo di 3 anni e mezzo affetto dal morbo di Krabbe.
Il Tribunale, giudici a latere Carla Fazzini e Vicenzo Pio Baldi (relatore), era chiamato a decidere sul ricorso presentato dalla famiglia Mezzina dopo la rinuncia all'incarico del presidente dell'Ordine dei medici di Brescia Ottavio Di Stefano, che i giudici avevano nominato una settimana fa.
E sulla decisione dei giudici interviene invece Vannoni,che alle famiglie dei pazienti chiede «di continuare ad aver fiducia nel diritto. Se Andolina farà degli ordini di servizio che rimarranno disattesi potrebbero scattare sanzioni disciplinari e anche una denuncia alla Procura. Anche per altri casi si potrebbe percorrere la stessa strada, quella che porta alla nomina di Andolina commissario ad acta».
«Marino Andolina è indagato? E chi se ne frega - replica invece la madre del piccolo Federico, Tiziana Massaro - non è stato condannato in terzo grado, e comunque l'inchiesta non ha nulla a che vedere con il caso di Federico».
«Siamo di fronte ad un "pericolosissimo inganno"» ribadisce la Cattaneo, secondo la quale il contenuto delle infusioni «non è definibile come 'preparato di cellule staminali mesenchimali' (o loro derivati)» pertanto «l'ordine del giudice, se fosse formulato nel senso di ordinare di iniettare 'cellule mesenchimali' (o loro derivati) nel paziente, non contenendo quei preparati quelle specifiche cellule, appare quantomeno 'scientificamente' bizzarro».