IN SERATA I RISULTATI

Regionali Abruzzo, sale l’attesa. D’Alfonso fiducioso, grillini tacciono

Dalle 14 lo spoglio

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Regionali Abruzzo, sale l’attesa. D’Alfonso fiducioso, grillini tacciono



ABRUZZO. Grande attesa per i risultati delle elezioni regionali abruzzesi.
Lo scrutinio partirà alle 14 e nel tardo pomeriggio si dovrebbe già conoscere il nome del nuovo presidente della Regione.
Forte del consenso avuto dal Pd alle europee, Luciano D'Alfonso, uno dei quattro candidati presidenti alla Regione Abruzzo, pensa di poterla spuntare sui suoi tre antagonisti, Gianni Chiodi, governatore uscente del centrodestra, Sara Marcozzi, candidato per il Movimento 5 Stelle, e Maurizio Acerbo, presentatosi con la lista "Un'altra Regione con Acerbo".

Sarà ricordata come una delle campagne elettorali più combattute, di sicuro la prima che ha dovuto fare i conti con i social network. Non sono mancati i colpi bassi. Molte le notizie trapelate negli ultimi giorni che hanno in qualche modo irritato alcuni dei candidati governatore.

Non sono mancati nemmeno i tentativi political scorrect messi in atto da settori “autonomi” degli schieramenti. Si sono registrate voci ed esposti anonimi (al momento infondati) che accusavano D’Alfonso e tentativi più o meno leciti di screditarlo sfruttando anche il passaparola ed il sottinteso sui social. Chissà se il veleno si dissiperà con i risultati definitivi.

CHIODI CI RIPROVA
Gianni Chiodi, dunque ci riprova. Cinquantatrè anni, commercialista, e' alla testa di 4 liste: Forza Italia, Fratelli d'Italia-Aleanza Nazionale, Nuovo Centrodestra e la civica 'Abruzzo Futuro Chiodi presidente'. Entrato in politica nel 2004 come sindaco di Teramo, sua citta' natale, dal 2008 e' presidente della Regione. Il 2008 fu l'anno della caduta dell'ex presidente Ottaviano Del Turco (centrosinistra) che si dimise a seguito dell'arresto su presunte tangenti nell'ambito della sanita' privata. In primo grado e' stato condannato a 9 anni e sei mesi di reclusione. Nelle ultime settimane Chiodi ha mostrato chiaramente di credere nell’impresa.

D’ALFONSO CI CREDE

Il 2008 segna anche la debacle di D'Alfonso, finito anch'egli agli arresti (domiciliari), quando era sindaco di Pescara. Diverse le inchieste giudiziarie che lo hanno colpito e dalle quali è sempre uscito tra proscioglimenti e assoluzioni. Ha in piedi ancora due procedimenti che devono passare al vaglio dei giudici di primo grado. Le sue questioni giudiziarie sono state una spina nel fianco di questa campagna elettorale, tirate in ballo sempre più spesso non solo dagli avversari ma anche dalla stampa nazionale.
Quarantanove anni, D'Alfonso, laurea in scienze politiche e filosofia, e' funzionario dell'Anas. Giovanissimo, nel 1995 viene eletto presidente della Provincia di Pescara, nel 2000 consigliere regionale con i Popolari poi, dal 2003, sindaco di Pescara per due mandati.

MARCOZZI, LA GRILLINA MODERATA

Sara Marcozzi e' attivista grillina da un paio di anni. Trentasei anni, e' un avvocato esperta di diritto civile. La sua e' stata una campagna elettorale incisiva ma sobria, lontana dai 'vaffa' del suo leader. L’unico momento in cui è apparsa più aggressiva è stato nel corso di u7n comizio a Lettomanoppello, patria di D’Alfonso. Per il resto sempre pacata, come una settimana fa davanti a 20 mila pescaresi. «Potrei accusare o parlare degli ufo», aveva detto alla folla, «invece preferisco raccontarvi del mio sogno». Da ieri tace e anche la pagina Facebook è ferma a 24 ore fa con l’immagine della sua foto al seggio.

ACERBO BALLA DA SOLO

E, infine, Maurizio Acerbo. Quarantanove anni, e' stato segretario regionale di Rifondazione fino al 2006, quando e' entrato alla Camera dei Deputati. Nel 2008 e' stata eletto consigliere regionale. Con D'Alfonso ha avuto una spaccatura profonda sin dall'inizio. Proprio per i trascorsi giudiziari dell'ex sindaco e dei provvedimenti ancora in piedi, infatti, ha sventolato sempre la bandiera del rinnovamento e dell'etica nella politica, decidendo, cosi', di andare da solo. Al momento tutti tacciono e non fanno pronostici. Anche l’hastag dei grillini #vinciamonoi è sparito dalle bacheche di Facebook. Ieri sera il deputato Gianluca Vacca mostrava un timido ottimismo, niente comunque in confronto all’entusiasmo delle ultime settimane.
«Il buongiorno in Abruzzo è più dolce della buonanotte! In alto i cuori!», ha scritto Vacca su Facebook. «A Montesilvano primi, Pescara quasi 30%, provincia di Pescara 32%, Abruzzo quasi 30%, ma soprattutto Lettomanoppello (paese di D'Alfonso, ndr.) 30%»
«Il buongiorno in Abruzzo è più dolce della buonanotte! In alto i cuori!», ha scritto Vacca su Facebook. «A Montesilvano primi, Pescara quasi 30%, provincia di Pescara 32%, Abruzzo quasi 30%, ma soprattutto Lettomanoppello (paese di D'Alfonso, ndr.) 30%»
Perché il punto è che in regione  tutti aspettano di scoprire se a livello locale il Pd abbia tenuto come in Europa.

PD INTANTO FESTEGGIA PER LE EUROPEE

«E’ una straordinaria vittoria del Pd alle elezioni Europee. Una forte spinta per l'azione del Governo e un grande credito per realizzare il cambiamento del Paese. Grazie a Matteo Renzi, a tutti i militanti e agli elettori per aver riaperto un cammino di speranza», ha detto il sottosegretario all'Economia, l'abruzzese Giovanni Legnini, sul suo profilo Facebook.
«E’ un risultato storico», commenta Vittoria D’Incecco. «Questa vittoria»; commenta invece il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, «ci dà la speranza che si possa cancellare in Europa la vergogna del tetto del 3% sulle spese per le calamità naturali che poi, per noi, rappresenta la certezza della ricostruzione. Ora vedo la strada delle riforme in discesa per far tornare l'Italia un paese normale».
Per Cialente è stato un errore del Pd non aver presentato un candidato abruzzese alle elezioni Europee. «Non c'è una disaffezione verso l'Europa – continua il sindaco - nei casi in cui c'è stato il candidato, vedi Tsipras con l'Aquilana Bonanni, c'è stata una risposta».

IL REFERENDUM

Domani si conoscerà anche il responso sul referendum ‘Grande Pescara’ sull’unificazione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. «In 111.407 (pari al 70% degli aventi diritto) hanno votato al Referendum sulla Grande Pescara», fa notare Carlo Costantini, presidente del Comitato promotore del Referendum. «Sia che vinca il SI, sia che vinca il NO - ha aggiunto -, è straordinario il fatto che per la prima volta in Abruzzo i cittadini abbiano avuto la possibilità di assegnare ai politici i compiti da portare a casa. Personalmente rispetterò nel modo più assoluto la volontà popolare. E spero che tutti, vincitori e sconfitti, di destra e di sinistra, pescaresi o aquilani, facciano altrettanto».