LA TRAGEDIA

Abruzzo. Bimbo investito dal treno, il macchinista: «l’ho visto sui binari, impossibile frenare»

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AMBULANZA NOTTE INCIDENTE



PESCARA. Era seduto a terra, sui binari, chinato come se stesse raccogliendo dei sassi, il bambino di tre anni che ieri pomeriggio è morto dopo essere stato investito da un treno regionale, a Pescara, nel quartiere San Donato, a poche centinaia di metri dalla stazione San Marco.
Con lui, ai lati dei binari, a guardarlo, c'era il fratellino di due anni, rimasto ferito lievemente. Questa la ricostruzione fornita dal macchinista del treno alla Polizia Ferroviaria, che indaga sull'accaduto.
L'uomo ha riferito che, uscito da una semicurva, ha visto i due bambini sui binari ed ha subito attivato la frenata rapida, ma per fermare un treno - sei carrozze e oltre 500 tonnellate di forza sulla motrice - sono necessarie diverse centinaia di metri. Intanto gli uomini della Polfer, diretti da Davide Zaccone, continuano a lavorare per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.
«I bambini stavano giocando in giardino, come facevano sempre, poi cosa è successo non lo sappiamo». Ancora increduli e visibilmente sconvolti, i famigliari e gli amici del bambino. Decine di persone, stamani, hanno raggiunto la casa in cui il bimbo viveva con i genitori e con il fratello. Quella in questione è una famiglia rom di origini italiane, da sempre residente a San Donato, quartiere periferico di Pescara. A far visita ai parenti è andato anche il presidente della Fondazione nazionale Romanì, Nazzareno Guarnieri, secondo cui l'«aria che si respira è pesantissima e ovunque c'è un grande dolore. I genitori sono distrutti - sottolinea Guarnieri - e tutti i parenti non fanno altro che cercare di capire come sia potuta accadere una simile tragedia. Quando muore un bambino è la società tutta che perde».

IL FORO NELLA RECINZIONE
I due bambini avrebbero raggiunto i binari direttamente dal cortile di casa, attraverso un foro presente nella recinzione, e poi avrebbero percorso circa duecento metri, fino al punto dell'impatto. I genitori dei piccoli erano nell'abitazione, convinti che i figli stessero giocando in giardino. Si sono accorti di quanto accaduto richiamati dalle urla delle persone accorse sui binari. Dopo aver ricostruito la dinamica, la Polizia Ferroviaria si sta ora occupando di una serie di accertamenti finalizzati a ricostruire lo stato dei luoghi e ad accertare eventuali abusi o omissioni, anche per capire se l'incidente poteva essere prevenuto ed evitato.
Il ventaglio delle ipotesi di reato può andare da omicidio colposo ad abbandono di minore e non sono esclusi altri reati. Intanto la salma del piccolo è stata riconsegnata ai famigliari e già in giornata dovrebbe essere definita la data del funerale. Il pm Giuseppe Bellelli ha deciso di non disporre l'autopsia, mentre il medico legale ha concluso gli accertamenti ieri sera: numerose le lesioni interne e le fratture, tra cui quella del rachide cervicale.