CONFESSIONI

Expo: Maltauro, «ecco la cupola del sistema tangenti»

L’imprenditore vicentino: «bisognava pagare e mi adeguavo»

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Expo: Maltauro, «ecco la cupola del sistema tangenti»




MILANO. Sembrano aprirsi delle crepe nella 'cupola' che, secondo i magistrati milanesi, aveva allungato la propria mano su molti appalti in Lombardia, compresi alcuni di Expo.
L'imprenditore Enrico Maltauro, uno degli arrestati interrogato ieri dal pm Claudio Gittardi, sta ricostruendo infatti in modo dettagliato il sistema delle tangenti che i manager della sua impresa di famiglia sarebbero stati costretti a pagare, dando anche alcune cifre: lui stesso avrebbe ricevuto richieste per 1,2 milioni.
La Maltauro costruzioni, colosso vicentino delle costruzioni (in Abruzzo si è occupata ad esempio del progetto Case e della nuova sede dell’Anas e adesso vorrebbe costruire il nuovo ospedale di Chieti), subito dopo l’arresto del suo amministratore delegato lo ha sospeso dall’attività.
Una decisione presa «in autotutela, al fine di poter procedere liberamente alle opportune indagini interne per accertare le eventuali personali responsabilità dell'ex consigliere ed eliminare alla radice qualsivoglia connessione dei fatti con l'attività aziendale».
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Maltauro avrebbe versato denaro per un appalto aggiudicato all'impresa vicentina in occasione dell’Expo milanese e lui ieri, in un interrogatorio fiume di 6 ore (il verbale è stato secretato) ha confermato rilasciano rivelazioni «pesanti».
Un interrogatorio definito dagli investigatori «molto interessante» e «utile» per le indagini. Stando a quanto e' in qualche modo trapelato, l'imprenditore avrebbe ribadito quanto detto davanti al gip durante l'interrogatorio di garanzia, cioè di aver vissuto una esperienza analoga a quella di 'Mani pulite', quando collaborò quasi subito con i magistrati dopo essere stato arrestato.

Secondo quanto scritto da Il Fatto Quotidiano Maltauro avrebbe spiegato: «c’era un sistema basato sulle tangenti e io per poter lavorare mi adeguavo e pagavo». L’imprenditore ha quantificato le richieste della “cupola” in 1,2 milioni di cui 600mila euro versati e gli altri 600mila promessi.
L‘imprenditore avrebbe risposto a tutte le domande sulle vicende contestate nei tre capi di imputazione. Descrivendoli uno per uno. «E quindi», ricostruisce Il Fatto, «anche come ha vinto o ha tentato di vincere alcuni degli appalti Expo (Sogin, Vie d’acqua, Architetture di servizi) ovvero versando tangenti in contati - come quella filmata dagli uomini della Finanza lo scorso 24 aprile e consegnata all’altro indagato interrogato oggi Sergio Cattozzo - e affidando false consulenze. Maltauro ha quindi parlato anche dei 600mila versati, secondo l’accusa, proprio per la gara per Architetture di servizi (ristorazione, servizi igienici, spazi commerciali, servizi ai visitatori, servizi ai partecipanti, sicurezza, logistica, magazzini e locali tecnici) e degli inserimenti grazie alla “cupola” di commissari di gara di fiducia. E poi come Antonio Rognoni (ex dg di Infastrutture Lombarde arrestato il 20 marzo e riarrestato giovedì) gli aveva raccontato informazioni segrete sull’appalto per la Città della Salute, l’altra grande preda».
In carcere, giovedì scorso, è finito uno dei manager più importanti di Expo 2015 spa, il ''responsabile dell'Ufficio contratti'', Angelo Paris, e con lui anche due vecchi 'protagonisti' della stagione di Tangentopoli, Primo Greganti e Gianstefano Frigerio, i quali assieme all'ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, avrebbero creato una ''saldatura'' tra imprese, cooperative e tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra fino alla Lega, per condizionare e assegnare appalti in cambio di tangenti.