ECONOMIA

Flussi commerciali e materie prime, stop al ‘segreto di Stato’

Decisione del ministro Lorenzin, Coldiretti esulta

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ABRUZZO. La Federazione Regionale Coldiretti Abruzzo esprime soddisfazione per la notizia che saranno finalmente resi pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare.
Questo avviene dopo le proteste degli agricoltori sul Brennero lo scorso dicembre – con la partecipazione di oltre 200 agricoltori abruzzesi - e le molteplici iniziative di mobilitazione messe in campo da Coldiretti al fine di contrastare le aggressioni al Made in Italy.
Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha accolto la richiesta presentata dal presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, di togliere il “segreto di Stato” sui dati inerenti gli scambi commerciali, su cui finora pesava una complessa normativa doganale che ha impedito la possibilità di fare trasparenza sulla provenienza degli alimenti. Una mancanza di chiarezza che ha favorito anche il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del Made in Italy, come il concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina, l’olio di oliva proveniente dalla Spagna o i prosciutti provenienti dalla Germania “spacciati” per Made in Italy.

Dopo il pressing sostenuto di Coldiretti, il ministro della salute ha disposto l’immediata costituzione di un comitato presso il Ministero della Salute composto da esperti della materia, incaricato di definire, in tempi brevi, le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla provenienza dei prodotti agro-alimentari a soggetti che dimostrino un legittimo interesse all’utilizzo di tali dati.
«E’ un ulteriore passo in avanti», sottolinea Coldiretti Abruzzo, «verso la tutela della trasparenza alimentare, a vantaggio dell’agroalimentare italiano e dei consumatori attenti all’alimentazione. L’eliminazione del “segreto di Stato” sulle informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini realizza, dunque, una condizione di piena legalità diretta a consentire lo sviluppo di filiere agricole tutte italiane che sono ostacolate dalla concorrenza sleale di imprese straniere e, soprattutto, nazionali, che attraverso marchi, segni distintivi e pubblicità, si appropriano illegittimamente dell’identità italiana dei prodotti agro alimentari».